L’ambasciatore di Israele: “In Iran regime terrorista, una macchina di morte e distruzione. Operazione inevitabile”

Jonathan Peled, ambasciatore di Israele in Italia

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, un intervento sulla linea di Tel Aviv sul conflitto.

La Chiesa del Santo Sepolcro e adiacenti siti sacri alle grandi religioni monoteiste sono stati colpiti da un missile iraniano esploso su Gerusalemme. Cristiani, musulmani ed ebrei, cittadini del Medio Oriente e di tutto il mondo sono sotto il fuoco indiscriminato dell’Iran, che, in spregio alla legge della guerra, colpisce deliberatamente obiettivi civili.

Analizzando la condotta passata e presente del regime iraniano, si comprendono appieno le ragioni per cui l'Operazione americano-israeliana si è resa essenziale e il motivo per cui è stata lanciata in questo preciso momento. Anche una rapida analisi di ciò che potrebbe accadere in futuro, se tale minaccia non venisse contrastata, risulta tragicamente rivelatrice. I pericoli rappresentati dalla Repubblica Islamica dell'Iran sono evidenti sin da quando i fanatici hanno preso il potere quarantasette anni fa. Sul piano interno, questa teocrazia ha fin dall'inizio oppresso i propri cittadini - un popolo antico e orgoglioso nel quale continuiamo a confidare - negando loro i diritti umani fondamentali. Sul piano internazionale, essa ha condotto una guerra contro il mondo civilizzato per quasi mezzo secolo.

Dopo aver preso in ostaggio i diplomatici statunitensi nel 1979 e aver orchestrato gli attentati suicidi di Hezbollah contro centinaia di cittadini americani, francesi e israeliani in Libano negli anni '80, il regime iraniano è divenuto il principale sponsor statale del terrorismo a livello mondiale. La macchina di morte e distruzione del regime opera sia in Medio Oriente che nel resto del mondo. Tra le altre trasgressioni, esso ha fornito finanziamenti, armi, addestramento e direzione strategica ai suoi gruppi terroristici affiliati: Hezbollah, Hamas, le milizie in Iraq e Siria e gli Houthi in Yemen, organizzazioni che condividono l'ideologia fanatica propria di Al-Qaeda e dell'Isis. Il regime mantiene inoltre una rete globale di cellule terroristiche in America Latina, Asia e Africa.

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I teocrati che governano l’Iran aderiscono a un'ideologia così radicale da risultare quasi incomprensibile per le nazioni libere. La condotta del regime verso il proprio popolo è l'espressione di questo estremismo: dal mettere in prigione le donne per il loro abbigliamento al massacrare migliaia di manifestanti nelle strade. La totale dedizione alla ripugnante agenda globale del regime, che include "Morte all'America" e "Morte a Israele" tra gli obiettivi cardine, si manifesta nei sacrifici che questi tiranni impongono alla nazione. Mentre gli iraniani faticano a permettersi i beni di prima necessità e la capitale, Teheran, dispone solo di una fornitura limitata di acqua ed elettricità, la leadership sceglie di sperperare miliardi per i propri gruppi terroristici per procura e di adottare comportamenti che hanno provocato severe sanzioni internazionali.

Ancor più significativo è il fatto che, invece di stabilizzare il Paese sostenendone l'economia, il regime abbia continuato a promuovere lo sviluppo di armi nucleari e ad accelerare la produzione di missili balistici a lungo raggio. Sono questi due pericoli a spiegare perché l'Operazione Leone Ruggente sia stata lanciata proprio in questo momento.

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Israele e gli Stati Uniti avevano cercato di trovare una via diplomatica per mitigare tali rischi lo scorso giugno, ma gli sforzi congiunti non sono riusciti a convincere gli Ayatollah a compiere le scelte giuste. Di conseguenza, il regime ha recentemente iniziato a porre sotto terra le proprie strutture nucleari militari e i siti di produzione missilistica, con l'obiettivo deliberato di renderli immuni da neutralizzazione aerea. Pertanto, è divenuto essenziale eliminare queste minacce imminenti ed esistenziali prima che il piano potesse essere portato a termine.

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Sebbene gli Ayatollah siano determinati ad annientare Israele, essi rappresentano un pericolo crescente per l'intero scacchiere mediorientale. I continui e immotivati attacchi missilistici, uniti al sistematico lancio di droni contro i Paesi del Golfo, dimostrano inequivocabilmente come il regime non intenda perseguire alcuna forma di convivenza pacifica, preferendo alimentare l'instabilità regionale a favore dei propri interessi egemonici.

L'Iran ha dimostrato di essere disposto e in grado di utilizzare i suoi missili contro obiettivi europei e continua a sviluppare capacità per raggiungere gli Stati Uniti. A tal proposito, a nome dello Stato di Israele, esprimo profonda solidarietà alle forze di difesa italiane rimaste coinvolte negli attacchi iraniani alle basi di Ali al Salem ed Erbil nonché all’albergo di Baghdad. Alle autorità politiche e di sicurezza italiane, va la mia gratitudine per l’instancabile attività di contrasto sul territorio alle reti terroristiche e finanziarie dell’Iran e dei suoi proxy.

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Colgo inoltre l’occasione per esprimere a tutti i cittadini italiani miei sinceri auguri per il 165° anniversario dell’Unità d’Italia appena celebrato. Nessuna persona di buon senso desidera vedere una Repubblica Islamica che abbia reso le proprie capacità nucleari e missilistiche invulnerabili, lasciando di fatto le armi più pericolose del mondo nelle mani del regime più pericoloso del mondo. Una teocrazia incontrollabile continuerebbe a minare la stabilità globale, promuovendo il terrore ed esportando la sua rivoluzione.

Questo regime sarebbe in grado di ricattare qualsiasi Stato entro la portata dei suoi missili. Oggi, questa minaccia ha assunto una portata globale che scuote l'intero Occidente: attraverso le intimidazioni nello Stretto di Hormuz, l'Iran tenta di usare l’economia mondiale come un’arma di guerra, minacciando le petroliere e la sicurezza energetica delle nazioni occidentali. Infine, i fanatici al potere controllerebbero permanentemente le vie navigabili vitali per il trasporto di energia, con effetti disastrosi per l'economia globale a lungo termine. Se questo potenziale futuro dovesse avverarsi, il resto del mondo vivrebbe in un incubo. Gli Stati Uniti e Israele sono determinati a impedire che ciò accada. Per questo motivo, i leader di queste due nazioni alleate hanno preso la difficile decisione di agire, e di agire ora.

* ambasciatore d’Israele in Italia

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