Giovanardi non ha dubbi: "Il Sì aiuterà la giustizia. E i pm saranno autonomi"

L’ex ministro Carlo Giovanardi con la presidente di Confedilizia, Annamaria Terenziani

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Il 22-23 marzo i cittadini saranno chiamati a votare al referendum costituzionale per confermare o no la scelta del Parlamento di effettuare modifiche costituzionali in tema di magistratura. La riforma, non avendo raggiunto la maggioranza dei due terzi in sede parlamentare, sarà quindi oggetto di una consultazione popolare, per dare conferma delle modifiche costituzionali. Ieri, presso la sala conferenze dell’associazione Confedilizia, si è tenuto il convegno ‘Referendum giustizia- le ragioni del Sì e del No’. Ha preso parte all’evento l’ex ministro e parlamentare Carlo Giovanardi, quale esponente del Sì, mentre Roberta Mori, componente della segreteria nazionale del Pd che avrebbe dovuto esporre le ragioni del No, non è riuscita a presenziare all’ultimo per motivi personali.

Inizialmente è stato illustrato il contenuto della riforma, che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la divisione del Csm in due organi distinti, uno relativo alla magistratura giudicante e l’altro a quella requirente, e infine l’istituzione di un’alta corte disciplinare con il compito di controllare l’operato dei magistrati e sanzionare eventuali abusi, incarico precedentemente ricoperto dal Csm. Durante l’incontro l’ex ministro ha toccato diversi temi, dalla presenza di numerosi procedimenti penali e civili cominciati molti anni fa e ancora pendenti, sottolineando quindi il problema delle eccessive lungaggini del sistema processuale, alla necessità di uniformarsi agli altri paesi occidentali che presentano un sistema giudiziario a carriere separate.

"Credo che qualunque persona in buona fede si domandi come mai non facciamo come negli altri Paesi occidentali. A me non importa di dare una spallata al governo, mi interessa solo che l’Italia diventi un paese normale, e che quando un cittadino si trova dinanzi alla giustizia, non debba essere condizionato da logiche che hanno influenzato pesantemente la storia politica italiana", ha affermato Giovanardi. Si è poi espresso sul tema del correntismo e del sorteggio dei due Csm Infine ha affrontato la tematica legata al rischio che il pm, in caso di riforma, possa entrare nella sfera d’influenza dell’esecutivo, rigettando totalmente qualsiasi ipotesi di questo tipo. "Chi dice che il pm non sarà autonomo e indipendente, fa campagna elettorale sulle menzogne", ha concluso l’ex ministro.

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