Boom di malattie professionali. Casi in forte aumento a Ravenna, soprattutto nell’agricoltura |
L’allarme della Cisl Romagna: "Nel 2025 crescita del 38,18% rispetto all’anno precedente"
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La Cisl Romagna alza la voce e chiede maggior partecipazione attiva dei lavoratori per contrastare la crescita delle malattie professionali, che dal 2022 ha subìto un’impennata costante. Il tema è stato affrontato durante la masterclass ‘Sicurezza: memoria, responsabilità, partecipazione’, svoltasi al Grand Hotel Mattei di Ravenna, nel quale hanno partecipato attivamente figure importanti come Francesco Marinelli (Segretario Generale CISL Romagna), Lorenzo Ciapetti (Coordinatore dell’Osservatorio CISL Romagna), Michelangelo Borgese (RSPP Versalis) e Massimiliano Serafini (Confartigianato Imprese Ravenna). Sebbene i dati siano allarmanti per tutta la Regione Romagna, la provincia che preoccupa maggiormente è quella di Ravenna.
Secondo i numeri Inail analizzati dall’Osservatorio Cisl Romagna, infatti, si è rivelata una tendenza al rialzo che parte già dal 2022, rendendo il balzo del 2025 ancora più critico per la tenuta del sistema di sicurezza territoriale, mentre Ravenna risulta la ‘maglia nera’ regionale per velocità di incremento. Partendo da 579 denunce nel 2022, il territorio ha vissuto una flessione nel 2023 (511) prima di esplodere nel biennio successivo: 626 casi nel 2024 e ben 865 nel 2025. Si tratta di un balzo del 38,18% nell’ultimo anno, trainato dall’agricoltura (+46,35%) e dall’industria (+33,33%).
Per la Cisl Romagna, questi dati confermano l’urgenza di utilizzare partecipazione e contrattazione come strumenti indispensabili per garantire un lavoro più giusto e sicuro. La risposta a questa crisi, sostiene il sindacato, non può limitarsi al solo adempimento burocratico, ma deve passare attraverso un modello di partecipazione attiva dei lavoratori. Non si tratta solo di consultazione, ma di un coinvolgimento diretto nell’organizzazione del lavoro: chi opera quotidianamente sulle linee di produzione, nei campi o nei servizi è il primo sensore dei rischi emergenti e dei carichi insostenibili. Il sindacato punta con forza sul ruolo dei delegati e dei rappresentanti per la sicurezza, figure che devono diventare protagonisti della contrattazione aziendale. L’obiettivo è trasformare la sicurezza da "costo da comprimere" a "processo condiviso", dove il lavoratore non è un mero esecutore di norme calate dall’alto, ma un soggetto attivo capace di segnalare criticità strutturali e proporre soluzioni migliorative.
"L’aumento delle denunce di malattia professionale in Romagna è un dato che ci preoccupa e che non può essere ridotto a una semplice variazione statistica – dichiara Francesco Marinelli, Segretario Generale Cisl Romagna –. I numeri che registriamo a Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini mostrano una tendenza strutturale: c’è un problema che riguarda l’organizzazione del lavoro, i carichi sempre più pesanti e i ritmi produttivi, oltre a una prevenzione che non sempre riesce a stare al passo con i cambiamenti. Quando crescono le denunce significa che aumenta la sofferenza nei luoghi di lavoro". A questo quadro si aggiungono i dati relativi agli infortuni sul lavoro. Sempre secondo i dati Inail 2025, a Ravenna si registrano 7.052 denunce, dato sostanzialmente stabile secondo il sindacato.
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