Cristofori, notte amara. Sconfitta tra le polemiche

Momo Duran e il suo staff visibilmente delusi: per Nicola Cristofori è uno stop che può pesare molto per i suoi scenari futuri

Articolo: Giovanni Sartori riflette sulla neutralità nello sport e il futuro con Italiano

Articolo: Picierno, referendum sconfitta profonda e regalo a Meloni

Articolo: Boxe, la pugilistica bertola ha contestato vivacemente l’ingiusta sconfitta dell’under 17 diego santini. “La notte dei gladiatori“ incorona vincitore Elia Menici nella categoria Elite

E’ durato pochissimo il sogno di Nicola Cristofori di vincere la semifinale al titolo italiano dei pesi medi. Si sapeva che il combattimento sarebbe stato molto insidioso, ma forse non sino a questo punto. Dopo una bella prima ripresa che ha visto il tarantino-cubano Giovanni Rossetti prendere l’iniziativa comunque ben controllato da Cristofori, nella parte conclusiva della seconda l’ospite ha centrato con un saettante gancio destro il ferrarese, che ha vistosamente accusato il colpo, senza comunque toccare il tappeto. A questo punto, l’arbitro Marco Chiarelli si è frapposto tra i due e ha sospeso il match, senza procedere ad alcun conteggio, tra l’iniziale stupito silenzio del pubblico, trasformatosi poi in fischi e proteste. Esattamente un anno fa il povero Cristofori aveva atterrato il suo rivale e tra una cosa e l’altra passò un minuto esatto prima che il match venisse ripreso, quando il momento magico era già già volato via e l’avversario aveva pienamente superato la crisi; quest’anno l’esatto opposto: al ferrarese non sono stati neppure concessi gli 8 secondi del rituale conteggio (per altro in piedi).

Peggio di così non poteva terminare. Tra pugili professionisti che si stanno giocando una semifinale alla cintura tricolore non si può adottare lo stesso metro di arbitraggio talvolta in uso con bambinetti alle prime armi. Nicola Cristofori poteva e doveva essere fermato se non si era ripreso o poteva finire sconfitto per ko o ai punti nei round successivi, ma il match era appena iniziato e nessuno può escludere nemmeno un andamento diverso. Ora ogni cosa si complica tremendamente e sul suo futuro grava un punto interrogativo. Ma non è finita qui. Il debuttante padanino welter Ali Valdevit si è trovato di fronte il duro e grintoso mancino Cristian Sabbatini. Lo statuario estense ha sostenuto una prova inappuntabile. Ha retto l’iniziale furia agonistica e i pesanti colpi del barbuto laziale, mandandolo a vuoto con eleganza e intelligenza tattica, per poi prendere in pugno il combattimento. Alla quarta ripresa è stato inflitto anche un richiamo a Sabbatini, per reiterate scorrettezze e nella 5^ e soprattutto 6^ ripresa Valdevit si è scatenato esibendo il meglio del proprio bagaglio. Tutto tranquillo, quindi? Neppure per sogno. Due giudici hanno visto prevalere il laziale e uno ha invece indicato Valdevit. Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo, ma un verdetto tanto sballato non si vedeva da tempo. Infine, tra i professionisti, larga vittoria del supermedio Alex Ciupitu, che ha dominato l’argentino Marcelo Bzowski, il quale, ad un certo punto mentre combatteva si è persino unito, per sbeffeggiare il rivale, al coro dei tifosi che scandivano il nome di Ciupitu.

In sintesi, una lunga giornata di boxe che ha onorato l’evento, con una notevole partecipazione di spettatori. Tra i dilettanti padanini, una citazione particolare per Tetiana Omelchuk, Mosiello, Severi, Alvarado e Ba.

© Riproduzione riservata

Continua a leggere tutte le notizie di sport su


© il Resto del Carlino