Sicurezza a lavoro in rosa. Un 8 marzo senza mimose. Il Piceno è maglia nera

Una donna al lavoro: mentre a livello regionale l’aumento delle denunce femminili si ferma al +4,96%, nel Piceno si registra un’esplosione del 17,78% in un solo anno

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Non ci sono mimose che tengano di fronte ai dati consuntivi Inail di febbraio 2026. Per le lavoratrici della provincia di Ascoli, l’8 marzo non è una ricorrenza celebrativa, ma la fotografia di un’emergenza sicurezza che non ha eguali nel resto delle Marche. I numeri del 2025, secondo la rielaborazione dei dati Inail e Ciip (Consulta interassociativa italiana per la prevenzione) aggiornata a febbraio 2026, delineano un territorio dove l’usura fisica e l’insicurezza contrattuale stanno presentando un conto salatissimo. Il dato più critico riguarda le malattie professionali. Mentre a livello regionale l’aumento delle denunce femminili si ferma al +4,96%, nel Piceno si registra un’esplosione del 17,78% in un solo anno. Le denunce sono passate dalle 315 del 2024 alle 371 del 2025. Si tratta di una crescita quasi quattro volte superiore alla media marchigiana.

La stragrande maggioranza di questi casi – circa 280 denunce – riguarda disturbi muscolo-scheletrici cronici. È il segno di un sistema produttivo, dal calzaturiero all’agroalimentare, che ignora l’ergonomia: postazioni di lavoro mai adattate alla fisionomia femminile e ritmi di produzione insostenibili che portano le lavoratrici "senior" (over 50) alla pensione con corpi ormai logori. Anche sul fronte degli infortuni immediati, il Piceno segna un peggioramento superiore alla media regionale (+1,28%): le denunce femminili nel 2025 sono salite a 778 (+2,23%). All’interno di questo dato emerge una discriminante preoccupante legata alla nazionalità. Gli infortuni tra le lavoratrici straniere, impiegate massicciamente nell’agricoltura stagionale e nei servizi di assistenza, sono cresciuti del 4,9%. La loro incidenza infortunistica è 5 volte superiore a quella delle colleghe italiane, a causa di barriere linguistiche e una formazione sulla sicurezza spesso inesistente o puramente formale. Le ispezioni condotte nel 2025 confermano la gravità della situazione. Su scala regionale, il 65% delle aziende controllate è risultato irregolare. Nel Piceno, la lacuna più frequente è politica e strutturale: nel 20% delle prescrizioni ispettive è emersa la totale mancata valutazione dei rischi di genere. In molte realtà locali si continua a considerare la sicurezza come un fattore ’neutro’, ignorando che la movimentazione di un carico o di un paziente gravi diversamente sul corpo di una donna. Il risultato, in questo 8 marzo 2026, è una provincia che detiene il primato regionale per patologie da lavoro, rendendo la salute delle donne il prezzo invisibile della produzione.

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