L’aggressione al bar Caldaie: "Mi ha colpito all’improvviso" |
Il tribunale di Ascoli
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È entrato nel vivo davanti al Collegio del tribunale di Ascoli il processo a carico del 25enne ascolano arrestato a giugno 2025 dagli agenti della Questura dopo aver colpito con un bicchiere al volto Stefano Procaccioli, titolare del bar Caldaie, nel quartiere di Porta Maggiore. La perizia psichiatrica disposta dal tribunale ed eseguita dal dottor Marco Quercia ha stabilito che l’imputato, era parzialmente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti ed è stato ritenuto socialmente pericoloso; il perito ha stabilito che il giovane è comunque in grado di partecipare consapevolmente al processo. Nel corso dell’ultima udienza è stato proprio Procaccioli a raccontare come sono andate le cose quella sera.
Il ragazzo era già noto per comportamenti problematici legati a disturbi psichiatrici manifestati anche nei giorni precedenti l’aggressione. La sera dell’episodio, alcuni avventori si erano rivolti al titolare, segnalando la presenza del giovane che stava infastidendo i clienti seduti ai tavoli. Lo stesso Procaccioli, sentito in aula, ha ricostruito quei momenti spiegando di aver deciso di intervenire personalmente per evitare ulteriori tensioni. "L’ho avvicinato chiedendogli di allontanarsi dal locale e dai tavoli esterni, dove la situazione stava creando disagio agli altri presenti". I due sono usciti insieme all’esterno del bar e, nel giro di pochi secondi, si è consumata l’aggressione. Secondo il racconto della vittima, l’imputato avrebbe reagito all’improvviso. "Senza alcuna discussione accesa o preavviso, mi ha colpito al volto con un bicchiere di birra che si è frantumato sulla guancia".
Procaccioli è quindi rientrato all’interno del locale già sanguinante, mentre l’aggressore avrebbe tentato di avvicinarlo nuovamente prima di essere fermato da altri presenti. Determinanti, ai fini della ricostruzione dei fatti, anche le immagini del sistema di videosorveglianza interno al locale, consegnate su supporto informatico agli investigatori. Le riprese mostrano chiaramente Procaccioli e l’imputato uscire insieme dal bar e rientrare dopo circa venti secondi, con il titolare già ferito al volto, circostanza che ha trovato riscontro nelle dichiarazioni rese in aula. A seguito dell’aggressione, Procaccioli era stato medicato al pronto soccorso, dove i medici avevano riscontrato ferite al volto giudicate guaribili in dieci giorni. Il processo proseguirà nelle prossime settimane con l’escussione degli ulteriori testimoni chiamati a ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e a chiarire ogni aspetto legato alla responsabilità dell’imputato.
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