Il sogno europeo del Bologna continua: Brann al tappeto e ottavi di finale serviti

La festa dei giocatori del Bologna al termine della gara col Brann

Bologna, 26 febbraio 2026 – Ottavi di finale: il sogno europeo del Bologna continua. Brann al tappeto, 1-0 come sette giorni fa all’andata a Bergen, ma questa volta sotto le luci del Dall’Ara che, come lunedì post-Udinese, fa festa, abbracciando fino alla fine i rossoblù. Gambe pesanti e anche tremolanti in avvio. Al 5’ Skorupski è chiamato al primo miracolo, salvando in tuffo e in due tempi la botta ravvicinata di Thorsteinsson, il più lesto di tutti a calciare verso la porta un pallone rimasto pericolosamente in area dopo una mischia su corner.

La risposta rossoblù arriva in due frammenti, a distanza di dieci minuti: prima Rowe, poi Vitik, ma in entrambi i casi il bersaglio resta lontano. Al 18’, “San Lukasz” - simpatico appellativo a lui affibbiato da tempo dai tifosi - si ripete, questa volta su Holm, che si trova a tu per tu con lui nel cuore dell’area: il polacco si immola e prima sporca la conclusione del centravanti del Brann, agguantando poi lo stesso pallone dopo il salvataggio in controtempo sulla linea di Freuler. Passata la burrasca, torna a farsi vedere il Bologna. Il più attivo è Bernardeschi, ma a seguirlo sono in pochi, nonostante i servizi del 10 siano spesso invitanti. Poi, ad otto minuti dall’intervallo, il Brann si mette da solo il bastone tra le ruote.

Palla vagante sulla trequarti difensiva rossoblù, Freuler e Sorensen vanno a contrasto: il danese alza la gamba e lascia il piede piantato a martello sulla parte alta del ginocchio dello svizzero.

Dubbi zero per Bastien: rosso e norvegesi in dieci. Il tutto, tra l’altro, avvenuto nella stessa porzione di campo dove Lykogiannis si fece cacciare tre mesi fa da Schlager, sempre per un piede a martello… Il calcio dà, il calcio toglie. Prima del tè, Skorupski torna a volare, negando con la mano di richiamo lo 0-1 a Thortseinsson, pericoloso con un bel destro a giro dal limite dell’area. Pausa, e forse è meglio così visto il momento.

Nel secondo tempo la musica cambia, e lo si capisce fin da subito. Rowe a sinistra crea al panico, Lucumi, di testa, costringe agli straordinari in tuffo Dyngeland, che smanaccia in corner. Per il vantaggio, però, è solo questione di secondi. Sempre a sinistra, Freuler apre per Moro, che premia l’inserimento in area di Rowe, che crossa: Boakye respinge ma sui piedi di Joao Mario, di ghiaccio nel colpire col destro, preciso, il primo palo. Uno a zero sotto la Bulgarelli e ottavi più vicini. Incassato lo svantaggio (2-0 complessivo considerato il blitz di Bergen), il Brann si sbilancia e comincia a concedere sempre più spazi, mentre dalla panchina Italiano chiama Orsolini e Casale, togliendo i già ammoniti Vitik e Bernardeschi, azzerando il rischio di scene già viste (e riviste) coi norvegesi, a tema cartellini facili.

La voglia di Orso è tanta quanto quella del Bologna nel finale di chiudere il playoff col piede piantato sull’acceleratore. Così, negli ultimi 15 minuti, è duello aperto tra lui e Dyngeland, bravo in più occasioni a sbarrargli la strada. Lo sfilacciamento del Brann, in dieci e sempre sotto pressione nell’ultima mezz’ora, prosegue, e il Bologna dilaga, in contropiede, sfruttando la freschezza dei subentranti Odgaard e Dominguez. Sarà l’argentino, infatti, protagonista dell’ultimo acuto del match: sterzata sul mancino e conclusione sul primo palo. Soltanto il legno gli dirà di no. Niente 2-0, ma poco importa. Tre fischi e via, verso un’altra tappa in Europa League: Roma o Friburgo la possibile avversaria, toccherà domani all’urna stabilirlo. Intanto, i rossoblù si godono il passaggio del turno e un’altra vittoria, la quarta di fila in dieci giorni (la terza senza subire gol). Giovanni Poggi

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