Sfratto rinviato in via San Carlo per Alessandra, mamma single con una figlia di 3 anni / |
Gli attivisti in via San Carlo (a sinistra) contro lo sfratto ad Alessandra (a destra) che aspetta la graduatoria Acer per dare un tetto alla figlia di 3 anni
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Bologna, 17 marzo 2026 – Continua l’odissea di Alessandra, 39 anni, mamma single, con una figlia di tre anni. Su di lei pende la richiesta di sfratto avanzata dal proprietario di casa. Così prosegue la protesta di Adl Cobas e i municipi sociali in via San Carlo per salvare lei e la bimba dalla disdetta.
Rinvio dello sfratto al 21 aprile
L’ufficiale giudiziario, alla fine, ha stabilito un rinvio dello sfratto al 21 aprile. Si tratta una situazione difficile di emergenza abitativa e del terzo rinvio da ottobre 2025, mese in cui peraltro è scaduto il contratto di locazione. Periodo anche in cui è stato convalidato lo sfratto dopo l’udienza dell’estate scorsa.
Gli attivisti in picchetto dalle 7,30
Gli attivisti in picchetto dalle 7.30 fino a mezzogiorno inoltrato davanti l’abitazione di Alessandra chiedono “soluzioni degne” per la donna, iscritta anche all’Acer e residente in via San Carlo da cinque anni. Secondo quanto raccontato dalla stessa Alessandra, bolognese, sono stati accumulati “quattro mesi di morosità”. Tuttavia, “sono stati causati da chi viveva con me – dice -. Io sono sempre stata pagante. Appena ho avuto la possibilità ho pagato per intero l'affitto per un anno e mezzo fino all'udienza in tribunale. Altri affitti non mi vengono concessi perché sono sola e ho una bimba piccola”.
Alessandra: “Avrei continuato a pagare saldando le morosità ma mi ha detto di no”
Alessandra racconta anche di aver cercato un accordo con il proprietario di casa: “Avrei continuato a pagare l’affitto, saldando anche le restanti morosità da pagare. Mi è stato detto di no”, sottolinea. Un niet secco arrivato anche in giornata. “Non ha intenzione di mediare, vuole solo far sgomberare. Ha chiesto una camionetta per effettuare oggi stesso lo sfratto”, raccontano gli attivisti. Ora, in attesa del 21 aprile, Alessandra aspetta la graduatoria Acer per dare un tetto alla figlia. E “ho chiesto di attivare il tavolo sfratti per parlare del mio caso. Ho domandato tante spiegazioni e soluzioni, ma non ci sono risposte. Voglio dare un futuro alla mia bimba”, dice davanti casa. Fino a pochi giorni fa il sostegno di Alessandra era l’Assegno di inclusione (Adi), ora gli assistenti sociali le hanno comunicato che “non si sa perché ma è scaduto e di rivolgersi all’Inps”.
Dunque resta tutto ancora da decidere. “Il proprietario ha bloccato 900 euro, quindi non ho accesso ai soldi per mia figlia”. “Inaccettabile”, secondo Antonella di Adl Cobas che una persona come Alessandra si trovi costretta a uscire da quella che comunque al momento è ancora la casa in cui abita per via anche e comunque dell'arroganza di un proprietario di casa – attacca -. Eppure quando la solidarietà si attiva gli sfratti si possono bloccare”. Infatti, il gruppo “si è attivato per chiedere di discutere della sua situazione, viste la specificità del caso. Nessuna risposta”.
Nel 2025 sono stati convalidati più di 700 sfratti
La città “non può essere lasciata in mano a questi palazzinari. Nel 2025 sono stati convalidati solo nella provincia più di 700 sfratti”, ricorda l’attivista. In sostanza “il caso riguarda una madre con una bambina di tre anni che è coinvolta in una procedura di sfratto – ribadiscono -. Nonostante tentativi e richieste di accordo, però, il proprietario non avrebbe accettato soluzioni alternative e avrebbe ostacolato ogni alternativa”, concludono i venti manifestanti. Mentre Alessandra denuncia anche furti: "Il proprietario ha rubato le cose di mia figlia, me le ha buttate nel bidone". Tutto sembrava proseguire in tranquillità. Tuttavia il proprietario della palazzina, presente sul posto, ha insistito per eseguire già oggi il provvedimento, dando mandato di allertare le Forze dell'ordine. È salita così anche la tensione tra gli attivisti. Solo successivamente, con vari tentativi di mediazione, si è raggiunto il compromesso: dopo ore di presidio, è arrivata la decisione del rinvio al 21 aprile.
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