La squadra che gioca in notturna per il Ramadan dei baby calciatori

La squadra juniores under 19 del Real Casalecchio che ha chiesto il posticipo delle gare per il Ramadan

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Casalecchio (Bologna), 11 marzo 2026 – Poco più di un’ora. Una finestra di tempo sottile, eppure sufficiente perché quattro giovani atleti musulmani possano superare l’orario del tramonto per potersi alimentare e scendere in campo insieme al proprio gruppo. Così il Real Casalecchio, squadra di calcio dilettantistica alle porte di Bologna, ha chiesto e ottenuto dalla Figc la possibilità di posticipare le gare della squadra juniores per il Ramadan: un piccolo ma grande gesto, che ricorda come anche sul campo da gioco si possano compiere passi importanti per non lasciare indietro nessuno. Le cinque gare in programma, dallo scorso sabato fino al 19 marzo, si giocheranno infatti non più alle 17.15 ma alle 18.30, consentendo così ai ragazzi di potersi idratare e disputare i novanta minuti sul rettangolo verde al fianco dei loro compagni.

La richiesta della società bolognese alla Figc per il Ramadan

Una richiesta ora diventata realtà, “nata spontaneamente e fondata sul rispetto reciproco — racconta il mister Gianni Gandolfi — per andare incontro alle diverse esigenze. Per questi ragazzi il Ramadan è un momento importante e non volevamo che ci fossero ostacoli che potessero metterli in difficoltà con la loro ordinaria attività agonistica, così ci siamo attivati per far coincidere gli orari delle prossime partite”. C’è chi ha origini marocchine, chi nigeriane o tunisine e chi invece è originario dal Mali, tutti accomunati da una grande passione per il calcio. “Se una squadra è come una seconda famiglia, bisogna anche in questi casi fare tutto il possibile per non lasciare nessuno indietro: aiutare un compagno significa infatti aiutare l’intero gruppo – prosegue l’allenatore –. Questa richiesta è stata semplicemente dettata dal buonsenso e accolta benevolmente da tutti: non dimentichiamoci che lo sport è uno strumento fondamentale per trasmettere messaggi di integrazione e rispetto”.

La presidente: “Lo sport è uno strumento fondamentale per insegnare il rispetto reciproco”

Così anche la presidente Francesca Bertacchi: “Abbiamo subito inoltrato la richiesta, che è stata poi accolta dalla Federazione, la quale ha compreso fin da subito le motivazioni alla base. Lo sport è uno strumento fondamentale per insegnare il rispetto reciproco — spiega —, ed è importante trasmettere messaggi di questo tipo. Ogni giorno vogliamo coltivare un forte spirito di gruppo, sia nelle cose più grandi che in quelle più piccole”.

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