menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Per tutti i Santi: riecco il Bologna. Una magia di Castro stende il Toro. Per i rossoblù è una spinta europea

10 0
16.02.2026

Castro e Bernardeschi. E’ la classe operaia a tirare fuori il Bologna dalla montagna di problemi e brutti pensieri sotto cui era finito, quasi all’improvviso, quasi senza un senso. Da Verona a Torino, da Santi a Santi: l’argentino torna al gol in serie A e il Bologna torna alla vittoria. Cosa sia poi successo in mezzo, forse lo capiremo più avanti o forse mai. Di sicuro, non solo soltanto coincidenze, queste.

Aveva troppo bisogno delle giocate dei singoli, questa squadra, che tra cartellini rossi, Var, gol altrui della domenica, era completamente finita in una crisi d’identità. Ma ieri, trascinata dalla forza dei suoi giocatori migliori, ha ritrovato il sorriso. Assist no look di Berna per il taglio di Santi, che, spalle alla porta, si gira su Marianucci e di punta batte Paleari sul palo più lontano. Gol da grande centravanti, quale ha fatto intendere di poter diventare. Tanto che, proprio in settimana, a Casteldebole avevano brindato al rinnovo dell’argentino fino al 2030. Per carità, non una polizza a vita: ma intanto Castro ha firmato, per tutto il resto - casomai - ci sarà Mastercard. Bellissima la rete, ispirato da un Bernardeschi che sta tornando quello di metà dicembre: ovvero, un signor giocatore. Se Italiano ritrova anche il miglior Orso (ieri dentro al 38’ della ripresa), allora la situazione può tornare interessante.

A Torino bastavano quei due, belli, ma anche sporchi, umili, come serviva adesso a un Bologna in apnea. Perché Santi e Fede non hanno solo cantato, ma hanno anche portato la croce: l’argentino facendo a sportellate con la ruvida linea a tre granata; l’ex juventino invece spendendosi come un forsennato in recuperi e diagonali difensive sulla destra. Roba da applausi.

Ma prima ancora da far tirare un grande respiro. Perché un mese dopo l’ultimo boccata d’ossigeno in campionato, i rossoblù ritrovano una vittoria pesantissima soprattutto per ridare un senso alla stagione.

Intanto in campionato la situazione si è fatta già meno orrenda, visto che in un solo colpo il Bologna scavalca Udinese e Sassuolo e aggancia la Lazio all’ottavo posto, a meno 9 dal sesto posto dell’Atalanta che varrebbe la qualificazione alle prossime coppe. Prima c’è il presente, però, che si chiama Brann. Giovedì, nel freddo polare di Bergen, Italiano andrà alla ricerca di un successo per ipotecare il doppio spareggio che vale gli ottavi di Europa League. Ecco, perché contava dannatamente vincere ieri, dopo quattro sconfitte di fila in campionato e l’eliminazione di mercoledì scorso a rigori contro la Lazio.

Ieri i rossoblù hanno ritrovato il sorriso, ma anche alcune vecchie certezze. In primis, Lucumi in una difesa, che, però, anche in uno stadio Grande Torino semi-deserto (tifosi granata in protesta con Cairo e quelli rossoblù fermati dal divieto trasferta) ha subito gol, tra uno Skorupski ancora incerto e un Vitik mai sicuro (è bastato mezzo Zapata a mandarlo nei matti). Si è rivisto un bel Freuler, così come Moro ha dato segnali di crescita: suo il non-colpo di tacco che al 4’ ha contribuito a sbloccare la gara, anche se il tocco vero è stato di Vlasic su cross di Rowe. Ecco, l’inglese pure ha confermato di essere un ferro caldo. Nel freddo di Bergen andrà battuto.


© il Resto del Carlino