Odgaard pesca la cinquina vincente. Magia di Jens al 90’: Pisa battuto. Il Bologna si porta a -8 dalla Juve

Il colpo vincente del danese Jens Odgaard quando la partita pareva finita (Schicchi)

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Quel tiro avrebbe raddrizzato persino la Torre di Pisa. Il sinistro all’improvviso di Odgaard, invece, vale la quinta vittoria di fila e raddrizza un po’ la classifica del Bologna, con il sesto posto della Juventus lontano otto punti. Per carità, la distanza resta grande per investirci troppi pensieri, ma allo stesso tempo permette ai rossoblù di restare ancora seduto a due tavoli. Una consapevolezza che alleggerisce un po’ l’avvicinamento alla partitissima del 12 marzo contro la Roma. Di sicuro, la formazione schierata ieri non era contaminata dalla prospettiva dell’euroderby. Dagli ‘zeru tituli’ di Josè Mourinho agli ‘zeru calculi’ di Vincenzo Italiano: in campo i migliori e i più in forma, da Lucumi a Bernardeschi, fino a Castro alla quinta di fila da titolare.

I conti si faranno più avanti: troppo importante fare risultato pieno ieri, per dare continuità a un nuovo Bologna che si è ritrovato dopo un blackout durato due mesi. E, alla fine, risultato pieno è stato, a conferma di una sicurezza ritrovata, sacrificando, però, sull’altare dei risultati quel gioco bello e impossibile a cui ci si era dolcemente abituati. E, infatti, la cinquina (di vittorie) è entrata solo al novantesimo, con il ventuno di Odgaard uscito in coda a una partita brutta e sporca. Una gara che per quanto visto nell’arco totale, ma nello specifico nel secondo tempo, il Pisa quantomeno avrebbe meritato di non perdere. Ma anche così fanno le grandi squadre. Non è un caso che qui alla Cetilar Arena, abbiano faticato maledettamente tutte: il Como era passato soltanto al 68’, l’Inter al 70’, la Juventus al 73’ e il Milan addirittura al minuto ottantacinque. E il Bologna non ha fatto eccezione.

Certo, nel primo tempo, le occasioni più ghiotte sono capitate ai rossoblù, nei piedi di Castro che prima ha sparato alto (24’) su un buco di Caracciolo e poi ha colpito il palo sulla porta spalancatagli da un’illuminazione di Moro (35’). Ma in generale la squadra di Hiljemark, con un piede nel baratro della retrocessione (-9 dal quartultimo posto), ha giocato con più ferocia, aggredendo il Bologna su ogni pallone e cinturandolo con un 352 che ha monopolizzato le fasce, dove Berna e Cambiaghi non hanno mai trovato il varco per fare male e Zortea e Joao Mario sono andati spesso in difficoltà.

Va aggiunta l’uscita dopo ventuno minuti di Vitik, letteralmente steso da un tiro da una pallonata alla testa. Poteva essere l’episodio fatale a far saltare gli equilibri, anche se Lucumi era in serata di dominio e relax contro quel poco di Durosinmi. Non sono saltati gli equilibri, ma nella ripresa il Pisa ha avuto quattro occasioni nette, con una addirittura colossale su cui Skorupski è ritornato il supereroe che è stato fino a inizio novembre: al 78’ mette la mano per correggere il destino del tiro di Piccinini che pareva scritto. E’ tornato il numero uno (con lui quarto clean sheer di fila), così come questo gol forse potrebbe restituire a Italiano il vero Odgaard, che ha trovato il tiro da 3 punti – guarda un po’ – tornato nella sua mattonella da trequartista. Indicazioni per l’euroderby? Chissà. Intanto testa a domenica: gli ottavi contro la Roma cominceranno dal Verona.

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