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Bologna, una delusione storica. Prima dominano, poi regalano: rossoblù beffati dall’Aston Villa. L’Europa solo nei piedi di Rowe

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10.04.2026

Grande primo tempo, con un gol annullato a Castro e una traversa di Ferguson: poi la topica di Ravaglia. Nella ripresa il 2-0 facile di Watkins. Johnny riapre i conti, ma nel finale arriva l’1-3: semifinale lontanissima.

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Quel "fifty" adesso ha il triste aspetto di un’insegna rovinata, che cade a pezzi: si legge giusto lo zero. La notte del Dall’Ara ha consumato quasi tutto quel cinquanta percento di possibilità che Vincenzo Italiano aveva dato al suo Bologna. Quello stesso coraggio a parole, i rossoblù lo hanno espresso in campo, eppure non è bastato. E’ la crudele semplicità di questo gioco: in un quarto di finale di Europa League non puoi permetterti errori elementari, perché il livello è troppo alto e l’avversario non ti perdona. Figuriamoci contro un Aston Villa quarto in Premier, guidato dal re di coppe, Unai Emery, considerato all’unanimità il grande candidato al trono di Istanbul. Ecco, se regali a questa gente qui, finisce male novantanove volte su cento: e il Bologna non ha fatto eccezione.

Risultato che fa male, malissimo soprattutto per come è maturato. L’uno a tre è un epilogo severo nei confronti dei rossoblù, dominanti per quarantacinque minuti e condannati soltanto dai propri errori. Resterà per sempre il dubbio su come sarebbe finita questa storia se al 44’ del primo tempo non ci fosse stata quella sciagurata uscita di Ravaglia su calcio d’angolo a spalancare la porta al vantaggio di Konsa. Quell’errore orienta inevitabilmente una partita che fino a quel momento Italiano aveva stravinto ai punti contro Emery. Quel regalo piove davvero dal nulla, in una gara che gli inglesi avevano interpretato all’italiana, con un 4-4-2 condito con blocco basso e ripartenze. Altroché nobiltà: palla lunga e pedalare per la squadra del principe William. Roba da non credere, considerata la fama da belli e impossibili dei ’claret and blue’. Alla faccia.

Quelli davvero belli, intensi e convincenti, invece, erano stati i rossoblù, vicini svariate volte al vantaggio. Nello specifico: un gol annullato dal Var al 26’ a Castro, per mezzo piede dell’argentino in fuorigioco e una traversa piena tre minuti dopo colpita da Ferguson su splendido esterno di Rowe. Così nel contesto di una gara in pieno controllo, lo zero a uno arriva come una pugnalata alle spalle, che uccide l’entusiasmo rossoblù. Altra pugnalata alle spalle a inizio ripresa, con il raddoppio di Watkins su un altro regalo, stavolta di Heggem, in costruzione dal basso. E’ finita dai, pensiamo tutti. E quando al minuto settantotto Bernardeschi colpisce il palo, su uno dei mille slalom gigante di Rowe, sopraggiunge la sensazione quasi consolatoria che il destino abbia preso una decisione irremovibile sulla notte del Dall’Ara. E così, quando siamo per farcene una ragione, ecco un lampo al 90’, ovviamente di Rowe che con un sinistro a giro mette la palla nell’unico angolino dove non può arrivare il Dibu Martinez. E’ un lampo appunto, perché la luce si spegne di nuovo: al terzo di recupero, su un altro angolo, Watkins è libero di controllare e battere ancora Ravaglia. Uno a tre e tanti saluti. Quasi un addio. Questa Europa League era iniziata con un ko contro i Villans, poi undici risultati utili di fila e ancora i Villans. Per il ritorno di Birmingham tra una settimana, Italiano dovrà lavorare come si lavora a un miracolo. Gli mancherà pure Lucumi, ammonito in diffida e squalificato. Fa male ripensare ora alla notte magica di Roma. Peggio di così, si faceva fatica a immaginarlo questa quarto di finale atteso ventisette anni.

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