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Bologna, i dubbi dopo Villa Park: senza Europa, le cessioni, le big. Tante variabili sul futuro di Italiano

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18.04.2026

Tutta la rabbia di Vincenzo Italiano al Villa Park, giovedì sera: alle sue spalle, Unai Emery, il tecnico che guida l’Aston Villa grande favorito in Europa League

Articolo: Bologna, l’uscita dall’Europa League fa male. E incombe il rebus sul futuro di Italiano

Articolo: Strade strette per l’Europa. Giovedì c’è l’Aston Villa. Ma il Bologna da viaggio ha tutto un altro passo

Bologna, 18 aprile 2026 – Smaltita la delusione, cambia la prospettiva: il problema non è la sconfitta con l’Aston Villa, ma che cosa succederà adesso. Nel mondo reale, questo quarto di finale di Europa League finisce nove volte su dieci sempre a favore dei Villans. Poi, certo, c’è modo e modo di uscire. E quello scelto dal Bologna di Vincenzo Italiano è stato tra i peggiori: con una partita durata appena un quarto d’ora, il tempo per Watkins e compagni di pigliare le misure. Valori tecnici e atletici troppo lontani tra la quarta di Premier e l’ottava in serie A: serviva la perfezione e quella i rossoblù l’avevano già compromessa all’andata. Il piano gara, con un 4-3-3 più prudente e i terzini a piedi invertiti per venire dentro il campo, si è sgretolato al primo affondo. Il resto è stata una lunga agonia, finita 0-4, per un complessivo 1-7 nella serie. Ma la sfida di fatto era già finita con i regali del Dall’Ara, dove pure i rossoblù erano stati capaci di dominare gli inglesi nel primo tempo. Quarantacinque minuti su centottanta sono troppo pochi a questi livelli.

Peccato perché il percorso del Bologna in questa Europa League avrebbe meritato un’uscita di scena migliore. Sette vittorie (tra cui quella epica di Roma), quattro pareggi e tre ko: tutti e tre con l’Aston Villa. Ma il percorso resta e ha un valore, che va esteso anche alla passata stagione: due anni in cui i rossoblù si sono fatti le ossa in Champions, per poi vincere una storica Coppa Italia e arrivare a sognare una semifinale europea. “Mi dispiacerebbe sentire analizzare due annate così belle in base a una gara nella quale non abbiamo i favori del pronostico”, aveva detto Italiano alla vigilia di Birmingham. Parole che a molti sono suonate come un addio anticipato del tecnico. Già, cosa succede adesso?

La realtà è che in questo momento ogni scenario è possibile: il futuro è un cantiere aperto. Sono tanti i fattori che scontorneranno il Bologna che verrà e, fra questi, avrà sicuramente un peso forte il tipo di strada che la società sceglierà di prendere in caso di (probabile) mancata qualificazione in Europa. Senza le coppe, è chiaro che il campionato graverebbe molto su Italiano a cui verrebbe chiesto come obiettivo quello di riprovare a rientrare subito in Europa. Ma qui il cane rischia di mordersi la coda: perché senza i ricavi delle coppe - lo ha ricordato pochi giorni fa l’ad Fenucci - i conti sono diversi. Inevitabile che il tecnico si chieda chi e quanti verranno sacrificati sull’altare dei bilanci, visto che attorno la concorrenza è esplosa, col rientro in gara di tutte le big (Lazio esclusa) e la crescita verticale del Como. Per arrivare quinti o sesti, insomma, serve una signora squadra. Che Bologna sarebbe con l’addio quasi certo di Lucumi e Freuler, un centravanti da prendere al posto di Dallinga (ammesso che non arrivi l’offerta monstre per Castro), il rebus sul numero 1 dopo gli infortuni del quasi 35enne Skorupski e le difficoltà di Ravaglia? Di tutto questo parleranno Italiano e i dirigenti nell’incontro che a breve andrà in scena a Casteldebole. Il tutto mentre attorno divampa un incendio di rumors sulle panchine: Allegri e Conte sono i principali candidati a Coverciano, Gasperini potrebbe lasciare la capitale. Guarda un po’, tre squadre, Milan, Napoli e Roma, che in un passato, anche abbastanza recente, hanno cercato Italiano. Lui, Italiano, uno stipendio da big ce l’ha già (3 milioni), ma il contratto è in scadenza 2027. Birmingham ha sollevato tante domande. Si attendono risposte.

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© il Resto del Carlino