Ragazza di 14 anni disabile fuori per le terapie, porta della casa popolare sfondata dal Comune: “Abbiamo rischiato lo sfratto”

Giulia, 14 anni, con la sua famiglia

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Osimo (Ancona), 21 marzo 2026 – Una spiegazione dell’accaduto arriva nel tardo pomeriggio di ieri. A darla è il Comune di Roma: “Non c’è stato passaggio di informazioni tra il Municipio VI e la Direzione Erp del Dipartimento Politiche Abitative di Roma Capitale”. Peccato, però, che a causa di quel mancato passaggio di informazioni una famiglia abbia rischiato di perdere la casa. Anzi, per due giorni l’ha persa: “Spesso non è la disabilità di una figlia a rendere difficile la vita di due genitori, ma la condotta delle istituzioni” spiega Monica Meloni, mamma di Giulia, ragazza di 14 anni che più d’uno avrà visto in televisione: sordocieca, con una gravissima disabilità, Giulia è una testimonial delle campagne della Lega del Filo d’Oro perché grazie alle terapie seguite alla Lega del Filo d’Oro è riuscita a scandire le sue prime parole: “Era il 12 marzo del 2021” ricorda la mamma.

La Lega del Filo d’Oro ha sede a Osimo (Ancona). Monica, suo marito Carlo e Giulia risiedono a Roma, nel Municipio VI, in un appartamento di edilizia popolare di proprietà del Comune. “Mia figlia – spiega Monica – ha iniziato le terapie a Osimo nel 2017 e da allora io e mio marito facciamo la spola tra Roma e le Marche. Cerchiamo di alternarci per starle vicino. Sono io a stare a Osimo più a lungo perché lui lavora. Tra novembre e dicembre, ad esempio, Giulia ha dovuto seguire un trattamento intensivo di 5 settimane, quindi io sono rimastata con lei dal 17 novembre al 7 gennaio, prendendo un piccolo appartamento in affitto, mentre mio marito andava e veniva da Roma, dove continuava a lavorare”. Prim’ancora, tra il 2021 e il 2023, Giulia è stata inserita in un progetto che prevedeva scuola al mattino e terapie al pomeriggio. Questa ragazza, nelle Marche, deve trascorrere gran parte del tempo.

Una situazione nota al Municipio VI, tant’è che proprio il direttore della Sezione Socio Educativa di questo Municipio, il 29 luglio 2025, ha firmato il Progetto di Vita di Giulia. Il 23 luglio, però, 6 giorni prima, lo stesso direttore aveva inviato alla Direzione Erp del Comune una segnalazione per verificare che l’appartamento comunale dove risiede la famiglia di Giulia fosse abitato. Al Dipartimento, però, non è stata trasmessa alcuna informazione sulla ragazza e sul suo Progetto di Vita, stando a quanto riferito dallo stesso Comune. La polizia municipale ha quindi condotto tre sopralluoghi senza trovar nessuno. “E senza mai lasciarci alcun avviso né del loro passaggio, – rimarca Monica –, né della necessità di verificare che in quella casa vivesse qualcuno”. Martedì accade l’impensabile: “Alle 15.15 abbiamo ricevuto una telefonata dai vicini: alcuni operai stavano abbattendo la porta di casa nostra, alla presenza della polizia municipale, convinti che fosse vuoto o occupato da abusivi. Ma noi paghiamo le bollette”.

Iniziano due giorni di contatti febbrili tra la famiglia, il loro avvocato Laura Andrao e il Comune. Ieri alle 17 il sospiro di sollievo: “Ci fanno rientrare – annuncia Monica –. Ma mi chiedo come sia possibile irrompere così in casa delle persone”. “Non un semplice errore amministrativo, ma un fatto di gravità inaudita nei confronti di due legittimi assegnatari di alloggio pubblico, che hanno sempre pagato, con una figlia che frequenta una struttura unica in Italia per la complessità dei bisogni che raccoglie e senza che risulti alcun preavviso formale” rimarca l’avvocato Andrao.

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