Razzoli e lo slalom verso il 2040: "I Giochi diffusi? Un sì al 100%" |
Il successo dei Giochi invernali di Milano-Cortina, che si auspica sarà replicato dalle Paralimpiadi al via la prossima settimana, continua a far sognare l’Italia. In particolare, la riuscita del modello inedito delle “Olimpiadi diffuse“ anima il dibattito e le proposte. L’orizzonte è quello del 2040, esattamente ottant’anni dopo l’unica volta che l’Italia ospitò, a Roma, le Olimpiadi estive. E oltre alla stessa Roma, tra le città e i territori che sognano le Olimpiadi ci sono un’ipotetica candidatura diffusa tra Emilia-Romagna e Toscana, la stessa Lombardia o il Veneto che hanno visto brillare Milano, Cortina e le altre località teatro dello spettacolo sulla neve e sul ghiaccio. L’ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha delineato la road map per una candidatura italiana: l’anno è il 2028 e i soggetti coinvolti dovrebbero essere tre – il Cio, il governo italiano e il comune, o i comuni, interessati, per non chiudere la porta alla suggestione di Giochi diffusi anche nell’estate 2040. E quanto all’impatto economico delle Olimpiadi, secondo la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, si fa già sentire l’effetto, in termini di promozione, sulle prenotazioni alberghiere dei prossimi mesi al di là di quelli canonici del turismo estivo. E mentre l’Italia sogna già un bis delle Olimpiadi diffuse, chi ha appena raccolto il testimone dei Giochi invernali (Alpi francesi 2030) è nel caos: si è infatti dimesso ieri il ceo del comitato organizzatore, per divergenze con il presidente.
Reggio Emilia, 26 febbraio 2026 – Trionfatore alle Olimpiadi come il mitico Alberto Tomba. A differenza dell’Albertone nazionale, molta meno gloria in Coppa del Mondo, a causa anche dei numerosi infortuni in serie. Giuliano Razzoli, pur guardato spesso di sbieco dalla dea Fortuna, è stato comunque, sino al ritiro, a 39 anni, nel maggio 2024, uno dei più forti sciatori calati dei versanti dell’Appennino Tosco-Emiliano. E approva convintamente la proposta rilanciata su QN per la candidatura "diffusa", a futuri Giochi olimpici estivi, di Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.
Razzoli, come vede una Olimpiade tra Emilia, Toscana e Lazio, magari nel 2040?
"Un’idea da sostenere al 100%. Sono da sempre a favore delle collaborazioni tra territori. Perché significa maggiore coinvolgimento non solo degli imprenditori ma anche delle comunità. Più sostenibilità, economica e logistica, e quindi più alta partecipazione. L’esempio di Milano-Cortina ha dimostrato che i Giochi diffusi sono possibili e possono riuscire molto bene. Va detto però che molto ha aiutato il successo dei nostri atleti. Se emozioni i tifosi, tutto diventa più facile".
In effetti le recenti Olimpiadi invernali hanno avuto enorme seguito. La rinnovata passione può essere un volano anche per l’Appennino?
"Assolutamente sì, un’occasione da sfruttare per valorizzarlo ulteriormente. L’Appennino emiliano è un posto unico, più bello di ogni immaginazione se si ha la pazienza di scoprirlo".
Quindi crede possibile una collaborazione tra i due versanti, quello emiliano e quello toscano?
"La auspico, e non solo in chiave possibili Olimpiadi, ma in generale. Sapete quanto sono legato alla mia terra reggiana, ma anche le montagne modenesi e quelle oltre il confine regionale hanno consolidati e secolari rapporti di commerci e amicizia. C’è anche il campanilismo, ovviamente, ma se riusciamo a superarlo e a fare sistema, sarà più facile investire su progetti vincenti a favore delle nostre zone montane, a prescindere da futuri Giochi olimpici".
Tra le eccellenze gastronomiche c’è anche l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia. Lei ne è un produttore e, nella vita post agonistica, ne è divenuto presidente del Consorzio di Tutela.
"Che quest’anno celebra i 40 anni di vita. Abbiamo in cantiere grandi eventi per celebrare questo eccezionale prodotto delle nostre zone".
Un Appennino che, a Milano-Cortina, ha fatto la sua figura anche a livello sportivo. Dal bronzo di Flora Tabanelli, a Tommaso Saccardi, miglior azzurro nello slalom, a Riccardo Coriani skiman della rivelazione di stagione, a Giovanni Franzoni.
"I nostri monti sono stati protagonisti ai Giochi, ed è una bellissima notizia. Del resto, la passione per gli sport invernali è storica dalle nostre parti. Basti ricordare, in ordine cronologico, atleti come Alessandro Fattori, Samuele Sentieri, il grandissimo Alberto Tomba. Qualcosina poi ho fatto anch’io, no (ride, ndr), tutti formati da validissimi tecnici, su tutti il mitico Marcellino Marchi, che ha insegnato a sciare un po’ a tutta l’Emilia-Romagna. E che dire di Coriani, che oltre a essere eccellente skiman è pure un ottimo allenatore. Le nostre montagne sono una fucina di talenti, e penso lo saranno sempre".