“Era buono e generoso, tutti lo amavano”: Rimini piange Fabio Galli, morto in montagna

Rimini, 23 febbraio 2026 – Di Fabio Galli non si avevano più notizie da diverse ore. Da quelle 12 di sabato mattina quando il riminese di 36 anni aveva inviato un ultimo messaggio dal proprio cellulare, mentre si trovava ancora sui monti tra Pennabilli e Carpegna per un’escursione, in zona fosso del Canaiolo. Lì dove nella notte, alle 2.30 circa di ieri, è stato infine individuato senza vita dopo essere accidentalmente scivolato in un crepaccio che costeggiava il sentiero su cui l’uomo si era incamminato.

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Attrezzatura professionale e zona che conosceva

È questa la ricostruzione terribile di un tragico incidente in cui ha perso la vita Fabio Galli, trekker appassionato, designer di professione e socio titolare dell’agenzia riminese Dubo. Secondo quanto ricostruito dai soccorritori intervenuti nel recupero e, prima ancora, nelle ricerche del 36enne scomparso da sabato pomeriggio, Galli aveva raggiunto Pennabilli in auto da Rimini per una camminata solitaria lungo i percorsi appenninici dei quali il 36enne non era un novizio, come ipotizzato dai soccorritori stando anche all’attrezzatura professionale che la vittima aveva con sé. È stato però all’altezza del fosso del Canaiolo che Fabio è andato incontro a un destino tremendo. Un passo falso, un terreno scosceso, una fatalità ha fatto perdere l’equilibrio al riminese facendolo precipitare nella gola sottostante per diversi metri.

Le ore di attesa della famiglia, poi l’allarme

Da questo momento in poi, i minuti e le ore hanno cominciato a scorrere lenti per gli affetti che a casa attendevano notizie dal designer riminese, tanto che nel tardo pomeriggio i genitori del 36enne, in ansia non avendo più sue notizie, si sono precipitati per primi alla stazione dei carabinieri di Pennabilli per dare l’allarme e l’impulso a un massiccio dispiegamento di forze per le ricerche di Galli. Vigili del fuoco coi droni, carabinieri della compagnia di Novafeltria, unità cinofile, polizia locale di Pennabilli e personale del soccorso alpino hanno quindi avviato già alle 20.30 di sabato sera un imponente pattugliamento della zona in cui era stato geolocalizzato per l’ultima volta il cellulare di Fabio.

Il corpo individuato in piena notte

Ed è stato intorno alle 2.30 appunto che un elicottero dell’Aeronautica militare ha poi individuato il corpo senza vita dell’escursionista, il quale è stato infine recuperato però solo ieri mattina dall’elicottero del 118, con i sanitari che si sono calati nella gola in zona impervia con il verricello.

L’epilogo più doloroso per una tragedia che ha strappato alla vita «un ragazzo buono, generoso e divertente – lo descrive la sorella Sara nelle poche parole che il dolore per la perdita lascia pronunciare –. Non si poteva non volergli bene. Era un creativo molto apprezzato nel suo lavoro e anche molto sportivo, conosciuto e amato a Rimini anche nel mondo del frisbee, dove giocava da tanti anni».


© il Resto del Carlino