Mazzata immeritata a Padova. I granata sprecano occasioni. I veneti sfruttano l’unica avuta. Annullato gol di ’Nova’ al 94’ |
Micai e compagni ora sono ultimi in classifica, ma sono usciti tra gli applausi dei mille reggiani
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PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Faedo, Villa, Pastina; Capelli, Fusi, (dal 23’ s.t. Di Maggio), Crisetig, Varas (dal 32’ s.t. Silva), Favale; Di Mariano (dal 23’ s.t. Caprari), Bortolussi (dal 32’ s.t. Seghetti). A disp.: Mouquet, Fortin, Belli, Perrotta, Ghiglione, Sgarbi, Giunti, Buonaiuto. All.: Breda
REGGIANA (4-3-2-1): Micai; Libutti, Vicari, Lusuardi, Bonetti (dall’11’ s.t. Tripaldelli); Bertagnoli (dal 36’ s.t. Charlys), Reinhart, Portanova; Lambourde (dal 36’ s.t. Fumagalli), Bozhanaj (dal 1’ s.t. Rover); Gondo (dal 27’ s.t. Novakovich). A disp.: Seculin, Cardinali, Papetti, Vallarelli, Mendicino, Belardinelli, Pinelli All.: Bisoli
Arbitro: Mucera (Catallo – Pressato) IV uomo: Zanotti. Var/Avar (Prontera – Di Vuolo)
Reti: Seghetti al 35’ s.t.
Note: ammoniti Reinhart, Bonetti. Espulsi: per proteste il direttore sportivo Fracchiolla e Melidona (vice allenatore del Padova) al 25’ p.t), Bisoli a partita terminata. Angoli 5-2. Rec 2’+ 4’. Spettatori 10.951.
Così fa malissimo. Perché pur con tutti i limiti ormai ben noti, la Reggiana non avrebbe meritato di perdere uno scontro diretto che adesso – vista la situazione di classifica – rischia di dare una mazzata atroce alle chance di salvezza. Il killer è stato Seghetti, come all’andata, lesto ad infilare Micai da due passi sul cross di Caprari a dieci minuti dalla fine.
Prima e dopo l’episodio chiave però le occasioni più nitide sono state dei granata. Compresa quella che al 94’ aveva permesso a Novakovich di andare in gol, una rete che però è stata annullata per un fallo sul portiere Sorrentino che, in realtà, travolge Rover (e non viceversa). Il Var però è rimasto muto e l’arbitro Mucera ha fatto spallucce, tirando dritto per la propria strada.
Dicevamo delle chance della Reggiana: la più solare è stata quella fallita da Portanova al 18’ del secondo tempo, quando di testa l’ha tirata alta dopo un cross perfetto di Tripaldelli. Ma anche nella prima frazione non erano mancate le occasioni per pungere: prima con Reinhart (al 34’ botta da fuori deviata) e poi con Bozhanaj (al 40’) che avrebbe potuto fare molto meglio sull’invito di Lambourde. Il Padova aveva dato qualche preoccupazione sui calci piazzati con Pastina (10’ p.t.), ma di fatto Micai non aveva dovuto fare alcun straordinario.
Tolti i primi 10-15 minuti del secondo, quando la Reggiana si è abbassata un po’ troppo davanti a un avversario che era fisiologico provasse a reagire, la partita stava filando sui binari del pareggio. Come detto, con più di un rimpianto per la truppa di Bisoli che poi al fischio finale è stato espulso per le proteste nei confronti dell’arbitro. Un direttore di gara, questo Mucera, che si è confermato non all’altezza della categoria in tutto il match. Adesso però è inutile stare qui a fare processi o mangiarsi le mani: il primo obiettivo è risollevare la testa con il Palermo. I playout restano un obiettivo possibile se si totalizzano 40 o forse anche 39 punti. Quindi la fiammella a cui fa spesso riferimento il mister è ancora accesa e lo sarà probabilmente almeno fino alla trasferta di Modena. La squadra è uscita tra gli applausi meritati dei quasi mille tifosi presenti. Sabato bisognerà ripartire da lì, mettendoci quel pizzico di cattiveria in più che serve quando sei con le spalle al muro.
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