Bisoli tra ricetta salvezza e regole ai calciatori: "Dobbiamo essere brutti, sporchi e cattivi" |
La curva della Reggiana ieri pomeriggio: c’erano 2.347 cuori granata
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Mister Bisoli, ha avuto due settimane per conoscere il gruppo: prime impressioni?
"Buone. Ho trovato dei ragazzi giù di morale, quindi ho voluto parlare tanto con loro, anche individualmente, per capire meglio… Ho visto disponibilità e un atteggiamento positivo. Abbiamo fatto anche una cena insieme, è stato un bel momento. Ho dato delle regole per imboccare tutti la stessa strada. Anche ieri (venerdì, ndr) abbiamo lavorato per quasi due ore e nessuno ha battuto ciglio: questo è un segnale importante. A fine allenamento abbiamo anche condiviso un momento semplice, rompendo l’uovo di Pasqua. Il gruppo mi è piaciuto".
Quanto peserà l’assenza di Girma?
"Non posso piangere per un’assenza. Siamo terzultimi e dobbiamo esaltare il concetto di gruppo. Mi dispiace non avere questa freccia nel mio arco, ma magari ne ho trovata un’altra che avevate un po’ perso…".
"Sì, è un ragazzo che mi piace. Ha un bel tiro, un gran ‘motore’ e poi fa quello che gli dico. Ho controllato il minutaggio e ho visto che ha giocato pochissimo…".
Portanova può essere l’uomo chiave? "Tiene tantissimo alla Reggiana e ha qualità da Serie A. A volte spreca energie per aiutare troppo i compagni. È il nostro capocannoniere e devo portarlo più vicino alla porta: è uno dei pochi che attacca bene l’area".
Che regole ha introdotto nello spogliatoio?
"Diverse. Per esempio, non si entra in campo indossando gli orecchini: chi lo ha fatto è stato multato. Per me in campo bisogna essere brutti, sporchi e cattivi… Gli orecchini uno li indossa quando va in centro con la fidanzata. E poi gli orari vanno rispettati, si mangia insieme, con la divisa della Reggiana e niente telefono durante i massaggi. Sono anche regole di rispetto verso tutto l’ambiente".
Il pubblico reggiano sta rispondendo con un buon entusiasmo nonostante la situazione di classifica.
"I tifosi ci stanno sostenendo e questo è importante, ma dobbiamo trascinarli noi con l’atteggiamento. A chi è venuto a vedere l’allenamento ho parlato col cuore: non prometto vittorie, ma impegno totale. Lunedì dobbiamo uscire dal campo avendo dato tutto. I tre punti sono fondamentali per rimpolpare la classifica, anche se non saranno ancora decisivi".
Che avversario è il Pescara?
"È uno scontro diretto, ne abbiamo tre da qui alla fine. Vengono da un buon periodo, hanno fatto molti punti e si sono rinforzati con giocatori importanti: Insigne su tutti che è un campione a livello europeo. Hanno un’identità ben definita. Noi dobbiamo portargli rispetto, ma non paura. Che di fronte ci sia il Milan o il Pescara, noi dobbiamo avere la nostra identità".
Che messaggi manda quando riunisce i giocatori in cerchio a fine partita?
"Dico sempre quello che vedo. Usando anche toni accesi se serve, ma senza mai offendere. Io riprendo il calciatore, non l’uomo. Non ho problemi a farlo davanti a tutti, a porte aperte: il calcio è uno sport popolare e ha bisogno della gente".
Come sta vivendo personalmente questa nuova avventura?
"Sono contento. Ho trovato un ambiente in cui si può lavorare bene e un gruppo che mi segue. Anche stamattina (ieri, ndr) sono arrivato al campo alle nove, ho bevuto il caffè col mio magazziniere: son cose che mi fan piacere. Non basta questo per vincere, ma è un punto di partenza importante. Ho anche deciso il ‘fioretto’ in caso di salvezza: andrò in bicicletta dal centro sportivo fino a Toano. Magari con la pedalata assistita, ma son comunque più di tre ore di strada. Poi faccio la doccia e mangio le tagliatelle col ragù".
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