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Il Pd di Fermignano contro il consigliere regionale: "Forse è all’inizio del suo percorso, è inesperto".
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"La montagna non si difende con gli slogan, ma con il rispetto dei territori". Lo dicono dal Pd di Fermignano dopo le dichiarazioni al Carlino del consigliere regionale Nicolò Pierini (Lega) e dopo l’uscita del primo cittadino Emanuele Feduzi (foto).
"Le sue parole – dicono – finiscono per mortificare il lavoro e la battaglia di 29 comuni marchigiani che in queste settimane stanno chiedendo una cosa semplice: che venga riconosciuta una situazione reale cancellata con un colpo di penna dalla nuova classificazione dei comuni montani. La domanda che Pierini dovrebbe porsi è molto semplice: Fermignano, Staffolo , Cupramontana o Castignano dove addirittura il comune ha dovuto comperare un distributore di benzina perché non esisteva nemmeno più quello, avevano, o forse hanno, meno diritti di Ascoli Piceno, che con la nuova normativa è diventato improvvisamente comune montano? C’è poi un altro dato che rende queste dichiarazioni ancora più difficili da comprendere: 15 dei 29 comuni esclusi sono della provincia di Pesaro e Urbino, il territorio dove Pierini è stato eletto e dove ha raccolto il consenso degli elettori".
I dem tornano all’ultimo Consiglio della Regione Marche: "Molti sindaci erano presenti proprio per chiedere ascolto e rispetto. In quell’occasione ci saremmo aspettati parole di vicinanza ai territori. Invece Pierini ha preferito il silenzio, salvo poi rifugiarsi nei soliti post e negli articoli utili a difendere il proprio partito. Se davvero l’obiettivo era difendere l’entroterra marchigiano, sarebbe stato più utile chiedere un incontro con i 29 comuni presenti in aula, ascoltare gli amministratori e lavorare per trovare soluzioni. Invece, alla bocciatura della risoluzione e al legittimo disappunto dei sindaci presenti, non si è vista quella presenza e quella responsabilità che i territori si aspettano da chi li rappresenta. Capiamo anche che il consigliere Pierini sia all’inizio del suo percorso istituzionale e che quindi possa scontare una certa inesperienza politica".
Dal Pd viene "riconosciuta la disponibilità al confronto dimostrata dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che nel pomeriggio ha incontrato i sindaci e ha ascoltato con attenzione le ragioni dei territori, anche in momenti di confronto franco e duro. È da lì che si deve ripartire per correggere errori evidenti. Quello che invece non è accettabile è che qualcuno si erga a spiegare chi sia o non sia un comune montano senza nemmeno aver letto fino in fondo la riforma e senza aver prima parlato con gli amministratori locali".
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