Zanni: ecco la sua ‘Nuova Bologna’. Stadio privato, casa e addio Città 30: "Partita in salita, ma non impossibile"

Bologna, 21 febbraio 2026 – Uno stadio privato, dopo la vendita da parte del Comune. Lo stop alla Città 30. Il ritorno dei biassanot, perché "oggi a uscire di casa la sera si ha paura". L’emergenza abitativa, con almeno 9.000 alloggi sfitti su 16.000 da recuperare. Parcheggi gratuiti al Maggiore, al Sant’Orsola e negli altri ospedali. E nuovi assessorati, da quello per la Disabilità a quello per il Marketing e la promozione territoriale. È ‘Una Nuova Bologna’ quella disegnata da Alberto Zanni, presidente di Confabitare e candidato civico alle elezioni del prossimo anno, presentata in una sala piena all’hotel ‘I Portici’. C’era pure Giovanni Favia, altro candidato civico che sogna di sfilare la poltrona da sindaco a Matteo Lepore fra poco più di un anno. "Sono venuto a fare un in bocca al lupo", dice l’imprenditore ex Cinque stelle.

Zanni presenta il primo stralcio di un programma elettorale che "si arricchirà nel corso dei prossimi mesi", per arrivare a ridosso delle urne con una proposta completa e strutturata.

"È sicuramente un percorso difficile e in salita, ma non credo sia impossibile – dice lui –. C’è voglia di cambiare: oggi non c’è un bolognese che parli bene del sindaco o che rivendichi di averlo votato, tutti si sono pentiti".

Si è pentito anche lo stesso Zanni, che cinque anni fa aveva sostenuto Lepore. "Io non sono né di sinistra né di destra: sono bolognese – insiste –. Non voglio tirare in campo l’ideologia, parliamo dei problemi veri e concreti: ai bolognesi questo interessa".

Sicurezza, mobilità, casa (su cui propone di "cancellare l’Imu per gli affitti a canone concordato"), verde: queste alcune delle priorità di Zanni, che incassa anche il sostegno del movimento civico ‘Bologna Sceglie’ di Raimondo Grassi (in sala compare già il simbolo) e dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, con il presidente Mario Barbuto. "Essere ipovedente è un limite? Anche Beethoven era sordo e Bocelli è cieco, eppure...", ribatte il candidato sindaco.

Poi c’è lo spazio delle polemiche. A Lepore, che aveva sostenuto come i civici in campo siano "finanziati dal centrodestra", Zanni risponde ironicamente che manderà "il conto a Fratelli d’Italia o a Donald Trump a questo punto", mentre al consigliere Claudio Mazzanti (Pd), che ieri ha sottolineato come il candidato "usi il logo di Confabitare per la propria campagna", chiedendosi se "gli associati ne siano al corrente", ribatte: "Mazzanti è presidente della commissione Mobilità: mi sarebbe piaciuto fosse qui a parlare di traffico, Città 30, tram. A lui dico che sono presidente di Confabitare da 17 anni e che tutti gli associati mi sostengono. Anzi, qualcuno ha già dato disponibilità a candidarsi come consigliere comunale. Forse il Pd dovrebbe fare quello che ha consigliato Lepore, quando ha chiesto una campagna elettorale corretta e senza fake news". E siamo soltanto all’inizio.


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