Tassa di soggiorno, numeri record. Superata quota 23 milioni di euro

L’exploit dovuto anche all’aumento dell’imposta e ai b&b. FdI critica: "Più fondi per la lotta al degrado"

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Volano gli introiti della tassa di soggiorno: il 2025 si chiude con quello che Palazzo d’Accursio definisce "un tesoretto record da 23,5 milioni". Numeri che raccontano da soli quanto sia stato significativo l’ingresso di Bologna nel novero delle città turistiche: al momento del suo debutto, un quindicennio fa, la tassa di soggiorno portò alle casse comunali ’appena’ quattro milioni. Risorse fondamentali soprattutto per voci di investimento quali "cultura, promozione e, per la prima volta, pulizia e decoro urbano".

Rispetto al 2024 gli introiti sono letteralmente lievitati: "l’incremento è di oltre sette milioni di euro, pari a un incremento del 43%". Un boom che il Comune attribuisce soprattutto a tre fattori: "In primis l’andamento positivo del settore, che nel Comune di Bologna ha registrato un record di quattro milioni e 800mila pernottamenti (+7% sul 2024). In secondo luogo l’aumento delle tariffe varato dalla Giunta – in linea con le disposizioni del Ministero in occasione dell’anno del Giubileo – entrato in vigore da aprile 2025. Da ultimo, il maggiore contributo alla raccolta da parte delle strutture extra-alberghiere, a sua volta dovuto sia all’emersione dei fenomeni di abusivismo sia a una maggiore collaborazione da parte delle piattaforme online".

Un dato che porta "un sospiro di sollievo anche al sistema culturale e di promozione della città, che da sempre beneficia della maggior parte delle risorse, e che anche nel 2025 ha fatto la parte del leone con il 57% delle risorse investite". Del contenitore ’Attività culturali, sportive e di promozione della città’ fanno parte infatti le grandi istituzioni culturali – in primo luogo Teatro Comunale e Cineteca – insieme alle biblioteche più iconiche del centro storico, quali Salaborsa e Archiginnasio, e le grandi rassegne di cultura diffusa, come Bologna Estate.

Ma non mancano le note dolenti: i report redatti dai turisti che frequentano gli alberghi della città sono spesso dei veri e propri ’cahiers de doléances’: tra le annotazioni che figurano più spesso nei commenti dei visitatori figurano infatti le critiche per il livello di pulizia della città e l’onnipresenza dei graffiti sui muri dei palazzi storici. Tanto che Palazzo d’Accursio ha prudentemente scelto di correre al riparo: "Per la prima volta una quota consistente del gettito, pari al 20%, è stata investita sulla raccolta rifiuti e la pulizia della città, con particolare riferimento al centro storico".

Basterà? Nel frattempo un dato è innegabile: il turismo sta letteralmente puntellando la città, a partire da una delle due metà del suo monumento simbolo: una parte significativa del gettito è destinata alla "conservazione e la fruizione del patrimonio del centro storico". Una quota pari al 17% del gettito, di cui la maggior parte destinate al restauro della Garisenda. Chiude il cerchio la quota destinata al decoro urbano e alla fruibilità del verde pubblico, pari 6% del gettito.

"Governare il fenomeno turistico significa valorizzare la città e la sua capacità attrattiva, senza tradire le sue vocazioni legate a cultura, conoscenza e coesione sociale", commenta Mattia Santori, consigliere delegato al Turismo. E’ critico l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna: "Per quelle risorse siamo pronti a fare un accesso agli atti e a presentare un nuovo esposto alla Corte dei Conti: le risorse vengano impiegate per la sicurezza e la lotta al degrado". Scettico anche il candidato sindaco Alberto Zanni: "le politiche che puntano a limitare i b&b risultano contraddittorie: si riconosce che il turismo genera nuove entrate, ma non si utilizzano per affrontare il problema della casa". La Lega, con Matteo Di Benedetto, chiede più politiche green: occorrono "interventi di desigillazione del suolo, soprattutto nel centro storico".

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