L’emozione del carabiniere Giovanni Giugliano: “Mi tremavano le ginocchia davanti al Presidente Mattarella”

Giovanni Giugliano con il Presidente Sergio Mattarella

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Rimini, 4 marzo 2026 – Nel salone delle Feste del Quirinale ieri, l’appuntato scelto dei carabinieri Giovanni Giugliano ha vissuto uno dei momenti più intensi della sua vita: è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella. Un riconoscimento che arriva a pochi mesi da quel gesto istintivo che la sera del 20 luglio scorso, gli ha fatto salvare una bambina di nove anni caduta in mare con la carrozzina durante lo spettacolo dei fuochi d’artificio per la Madonna del Mare a Riccione.

"Un’emozione unica, raccontarla non rende”

“Una grande emozione, non c’è dubbio – spiega il carabiniere eroe –. Quando ho intravisto il Presidente venire verso di me è iniziato il tremolio alle ginocchia, continuato per tutta la cerimonia. La questione non è solo l’onorificenza, ma che me l’abbia consegnata, stringendomi la mano, la più alta carica dello Stato. Mi ha ringraziato, ha conosciuto la mia famiglia e ha chiesto ai miei figli se fossero fieri di loro papà. Un’emozione unica, raccontarla non rende”.

Carabiniere eroe sventa tragedia e salva bambina in sedia a rotelle: “Ho solo fatto il mio dovere”

L’onorificenza inaspettata

La notizia dell’onorificenza gli era arrivata a fine gennaio, in modo del tutto inatteso. “Mi ha chiamato il Quirinale, mi dicevano che il Presidente era onorato di consegnarmi il riconoscimento. Non ci credevo neanche”. Parole semplici, che restituiscono la sorpresa di chi non si è mai sentito un eroe. Eppure, quella sera d’estate al porto, il suo intervento è stato decisivo. Era tra la folla quando ha visto la scena. “Quando ho intravisto la bambina cadere ero proprio lì vicino, tenevo in braccio mio figlio. Non ho esitato un attimo. Ho dato il bambino a mia moglie e mi sono tuffato. Una scena del genere non la auguro a nessuno, mi vengono i brividi, ma per fortuna è andato tutto bene”. In pochi secondi Giugliano si è tuffato, ha raggiunto la piccola finita tra due barche a vela e l’ha sollevata dall’acqua. “Una cosa di pochi secondi, poi l’ho trascinata sulla battigia”.

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"Penso di aver fatto solo una cosa giusta: i supereroi sono altri”

Per lui però, non è questione di eroismo. “Io non mi sento un eroe, è stata una cosa istintiva. Penso di aver fatto solo una cosa giusta: i supereroi sono altri. Questo è il mio lavoro, l’ho scelto io e ne vado fiero. Aiuto le persone ogni giorni e così anche quella volta”. Ed è forse proprio in questa normalità del bene, compiuto senza clamore, che sta il senso più profondo di una medaglia che premia il coraggio e l’umanità di un servitore dello Stato.

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