Il ricercatore premiato: "Anche la robotica può essere umana" |
Al Senato è stato premiato come volto della Generazione Futuro, ricevendo una moneta commemorativa dalla Fondazione dedicata a Rita Levi-Montalcini. Per Nicolò Pagliarani, 28 anni, riminese, ricercatore alla Scuola Sant’Anna e cofondatore della startup Capio Robotics, è stato un momento di significato. La sua è una storia che intreccia studio, ricerca e visione umanistica della tecnologia: una robotica morbida, capace di adattarsi all’uomo e non di sostituirlo. "Essere premiato è una responsabilità verso la mia generazione", spiega Pagliarani. Quando ha capito che la robotica sarebbe diventata la sua strada?
"Ci sono arrivato gradualmente. Dopo il liceo scientifico ho scelto ingegneria biomedica, poi il master in bionica a Pisa e il dottorato in biorobotica. Alla Sant’Anna ho capito che potevo unire competenze tecniche e desiderio di aiutare le persone".
Lei parla di soft robotics come nuova frontiera. Cosa significa davvero?
"Significa progettare robot con materiali morbidi e adattabili, non macchine rigide che impongono movimenti, ma sistemi che si modellano sull’ambiente e sull’essere umano. Così si supera la distanza tra uomo e robot e si costruisce un’interazione più naturale e sicura".
Molti temono che l’intelligenza artificiale possa sostituire l’uomo.
"L’intelligenza artificiale la creiamo noi. La vera sfida è guidarla. Io parlo di intelligenza incarnata: non solo algoritmi, ma corpo, materia, esperienza fisica. L’intelligenza non è soltanto nel cervello, è anche nell’azione e nel modo in cui entriamo in relazione con il mondo".
Che valore ha avuto il premio ricevuto al Senato?
"È stato sorprendente. Alle superiori mi regalarono un libro di Rita Levi-Montalcini. Essere premiato dalla Fondazione che porta il suo nome mi ha emozionato. Lo vivo come un riconoscimento ma soprattutto come una responsabilità verso la mia generazione".
Con Capio Robotics lavorate nell’agroalimentare. Perché questa scelta?
"Perché è un settore strategico. Abbiamo sviluppato pinze robotiche per automatizzare la raccolta di frutta e verdura, già validate su funghi e lamponi. Abbiamo due brevetti e finanziamenti ottenuti".
Il suo percorso l’ha portata anche tra Harvard e la Nasa.
"Confrontarsi con metodi diversi ti fa crescere. Ho imparato che l’Italia può competere se investe davvero su ricerca, coraggio e giovani talenti".