"Hanno perso il posto 250 addetti della moda. L’80% delle aziende oggi è in sofferenza"

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"Nel Riminese abbiamo l’80% delle aziende tessili nella stessa situazione del gruppo Aeffe". A fare il punto è Daniele Baiesi della Filctem Cgil di Rimini (nella foto). "Solo nel 2025 abbiamo perso 250 lavoratori del comparto moda in tutto il territorio provinciale". La crisi dell’azienda fondata da Alberta Ferretti è la punta dell’iceberg di una crisi strutturale che sta travolgendo l’intero distretto tessile della provincia di Rimini. Un’emorragia occupazionale che non accenna a fermarsi, resa ancora più grave dalla progressiva mancanza di reti di salvataggio per i lavoratori. L’orizzonte per loro è a dir poco inquietante: "Abbiamo tante aziende dove gli ammortizzatori sociali sono terminati, una situazione che fa paura – continua il sindacalista – Ci sono realtà importanti, con un centinaio di persone occupate, che sono in concordato e potrebbero cessare l’attività entro un anno. Altri lavoratori finiranno invece il loro percorso nell’ambito di aziende storiche del riminese". Questa fase di profonda difficoltà colpisce trasversalmente il settore. Le aziende principali del territorio, una decina in tutto, si trovano quotidianamente di fronte a un bivio obbligato per tentare di resistere e far quadrare i conti. "O si lavora con la riduzione di orario o si fanno tagli – ammette con amarezza Baiesi – Il tessuto produttivo e l’intero territorio stanno soffrendo". La crisi non riguarda solo il Riminese, e affonda le sue radici in dinamiche macroeconomiche ben più ampie, che riflettono le difficoltà dell’intero sistema moda nel Paese. "L’emergenza è a livello nazionale – conclude Baiesi – Aeffe fa più rumore solo perché è una realtà molto grande". Ma in sofferenza "c’è un’intera filiera artigianale e industriale, fatta di piccole e medie imprese, che presto rischia di scomparire".

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