Marilyn Manson che sorseggia un caffè con le suore: polemiche su foto (fatta con l’AI) e frasi del sindaco di Ferrara

L’immagine creata con l’AI e postata dal sindaco di Ferrara Alan Fabbri

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Ferrara, 25 aprile 2026 – Era il 2015 quando Rolling Stone pubblicò un pezzo dal titolo eloquente: Marilyn Manson. Da satanista a salutista. Eppure, quell’etichetta di usignolo del diavolo – complici testi, musiche e video piuttosto espliciti in questo senso – non se l’è mai scrollata di dosso. Tant’è che le Suore della Carità, che abitano nel convento in cui tutti gli anni veniva ospitato il backstage del palco del Ferrara Summer Festiva – la rassegna musicale voluta dal sindaco Alan Fabbri, che da piazza Ariostea anima la torrida estate della città estense – hanno detto “no”.

Manson non sarà ospite del convento

Manson, 57 anni, non sarà ospitato nel convento, come aveva affermato qualche giorno fa proprio il primo cittadino, ospite al talk di Radio Radio. Salvo poi correggersi dicendo che per “ospitare” voleva significare che il backstage occupa parzialmente i portici del convento.

Polemiche sulle frasi del sindaco

Le frasi di Fabbri, comunque, hanno suscitato non poche polemiche. Così come l’immagine – creata con l’AI e postata sulla sua pagina istituzionale – che ritrae Manson attovagliato a un tavolino di legno, sorseggiando caffè assieme alle suore. Informalmente, il sindaco era venuto a sapere nei giorni scorsi che le suore quest’anno avrebbero negato gli spazi di pertinenza dell’istituto San Vincenzo. E, a fronte di questa decisione, ha innescato una polemica piuttosto veemente contro la Curia (con la quale non corre buon sangue, da tempo).

Marilyn Manson non entra nel convento. Il sindaco: “Ordini dall’alto”. La Diocesi: “Sconcertati, hanno deciso le suore”

“Le suore – si legge nella bacheca di Fabbri – hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto, quindi immagino dalla Curia – con cui non posso dire di avere ottimi rapporti – di ritirarsi dal supporto per tutto il Ferrara Summer Festival e non solo per il concerto di Marilyn Manson. Dispiace e sono certo che le suore non abbiano colpe, e colgo l’occasione per ringraziarle per il grande aiuto offertoci in questi anni”.

La drastica risposta: “Sconcerto per l’assenza di rispetto”

Immediata e altrettanto drastica la replica che arriva da palazzo arcivescovile. “La Diocesi – si legge nella nota – desidera esprimere sconcerto e indignazione per l’assenza di rispetto delle Istituzioni e, peggio ancora, per il “coraggio“ di fare affermazioni senza alcun riscontro. Si suppone che il sindaco lo abbia fatto “a cuor leggero“, allo stesso modo con cui ha fatto scoppiare questo caso. Nella vicenda specifica, la Diocesi non solo non c’entra, ma non ha proferito parola. Le suore sono perfettamente in grado, all’interno del loro ordine e con i loro superiori, di decidere per loro stesse”.

Insomma, Fabbri e l’arcivescovo Gian Carlo Perego se le sono date – ovvio: metaforicamente – di (santa) ragione. Certo, l’ospitata del rocker satanista al convento sarebbe stata indubbiamente una suggestione interessante. E il ritorno sulle scene di Manson dopo le vicende giudiziarie in cui è stato coinvolto (presunte violenze domestiche e abusi, per lo più) e dalle quali comunque è risultato estraneo, rendono il tutto ancora più “piccante”. La data di Ferrara – sabato 11 luglio – apre, infatti, il tour della rockstar, che poi sarà a Bari alla fiera del Levante (il 13) e infine a Roma (il 14).

Le suore al giornale: l’ultima parola

L’ultima parola, sulla vicenda, la dicono direttamente le Suore della Carità che con una nota ufficiale scrivono al nostro giornale. “La nostra congregazione – si legge nella garbata missiva – ha ritenuto opportuno non rinnovare la disponibilità prestata gli anni precedenti, poiché alcuni degli eventi hanno una connotazione ideologica distante dai nostri principi e una modalità rappresentativa singolare”. Il tutto, specificano, “senza voler esprimere alcun orientamento e opinione né di carattere religioso, né politico”.

Che Dio ce la mandi buona, verrebbe da dire.

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