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L’abbraccio a Vittorio Sgarbi e l’applauso caloroso della sua Ferrara: “Questa volta è tornato davvero”

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20.02.2026

Ferrara, 20 febbraio 2026 – È un abbraccio che non ha mai allentato la sua presa. Quello tra Vittorio Sgarbi e la città di Ferrara è un rapporto profondo, dai contorni quasi atavici.

L’applauso scrosciante che l’ha accolto ieri all’ingresso della chiesa di San Cristoforo alla Certosa per la presentazione delle tele restaurate di Giuseppe Avanzi racconta più di mille parole. Quelle che, lui stesso, non ha voluto pronunciare. Il volto è affaticato, la postura incerta e il passo  lento . Con lo sguardo cerca la luce che filtra dall’ingresso, si rianima quando scorge i volti amici. Ha voluto esserci, nonostante tutto, perché sa che il valore della presenza conta ancora tantissimo. E la sua comunità ha risposto presente.

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La vicenda giudiziaria sul quadro di Manetti

La vergognosa vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto – ovviamente come spesso accade il processo è stato celebrato prima mediaticamente poi in tribunale – gli è costata tantissimo. Poi? Poi l’assoluzione, la verità: sono cadute tutte le accuse a suo carico legate all’affaire della tela di Rutilio Manetti. Nessuna ricettazione. L’accusa del direttorio popolare – parzialmente anche a queste latitudini – era già stata pronunciata. Nei giacobini di ogni dove alberga ancora sete di teste mozzate.

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Il sostegno della comunità a Sgarbi

Vittorio, presidente di Ferrara Arte, quei segni li porta tutti addosso. Sono cicatrici profonde, che però in qualche modo nella sua città possono essere curate. Il balsamo è “la sua gente”. Chi non ha mai smesso di volergli bene. Prima di tutto l’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, che cammina vicino a lui nella navata sinistra della chiesa. Fra tele e pale d’altare gli tende la mano e lo accompagna.

Il critico è avvolto da una sciarpa a scacchi che gli arriva oltre la linea della cintola, sempre più stretta. “La presenza di Vittorio alla presentazione della seconda tela di Giuseppe Avanzi, è un segno di speranza per chi crede nella verità, nella competenza e nella dignità del pensiero. Il tempo a volte ferisce. Ma sa anche restituire”, scrive l’assessore sui social.

Marcello Corvino, direttore artistico del Teatro Abbado di Ferrara, da sempre amico di Sgarbi, dice a bassa voce che “questa volta è tornato davvero”. Si rincorrono però i suggerimenti fra le bocche di chi gli vuole bene: “Sarebbe meglio che restasse qui. In città può trovare conforto”. È così.

Le case Cavallini-Sgarbi, la vecchia domus di famiglia a Ro dove il tempo si è fermato, il presente si mescola coi ricordi e gli antichi affetti riecheggiano tra le pareti. Una parte della città non lo ha mai lasciato solo. E Vittorio lo sa. Il sindaco Alan Fabbri in primis gli ha sempre manifestato solidarietà e lo ha sempre considerato “fondamentale per il percorso di rilancio culturale di Ferrara”. È la parte di Ferrara che non ha creduto nella giustizia sommaria, che ha fatto parlare il cuore e che ieri è tornato ad abbracciarlo. Ma, in fondo, non ha mai smesso. Vittorio Sgarbi è tornato. E scusate se è poco.


© il Resto del Carlino