Concerti, l’avvelenata di Fabbri: “Elogi a Salis? La vogliono lanciare. A Ferrara li facciamo da tempo e incassiamo critiche”

La sindaca di Genova Silvia Salis durante il concerto di Charlotte de Witte; a destra il sindaco di Ferrara Alan Fabbri

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Ferrara, 22 aprile 2026 – Ferrara si scopre specchio di un’Italia che applaude o fischia a seconda del palco – e, soprattutto, di chi lo allestisce. Perché se a Genova il set di Charlotte de Witte diventa il simbolo di una città che si apre, innova e conquista i riflettori, sotto le mura estensi lo stesso copione viene accolto da polemiche, distinguo, sospetti. La dicotomia, inevitabilmente, è quella tra Silvia Salis e Alan Fabbri: sindaci diversi per appartenenza politica – la prima di area Pd, il secondo leghista – ma accomunati da una stessa idea di città che passa anche (e sempre di più) dai grandi eventi. È su questo crinale che si inserisce l’intervento del primo cittadino ferrarese, chiamato a dire la sua nel dibattito nazionale acceso proprio dal caso Genova.

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“A Ferrara eventi che si svolgono da anni e piovono sempre critiche”

“Fa riflettere – osserva Fabbri ospite al talk di Radio Radio – che iniziative analoghe, quando vengono realizzate in altre città, vengano definite ‘geniali’, mentre a Ferrara, dove questi eventi si svolgono da anni, veniamo sempre accolti da un sacco di critiche, per lo più pretestuose e strumentali”. Il punto, in fondo, è tutto qui: Ferrara non è nuova a questo modello. Anzi, lo ha strutturato nel tempo, trasformandolo in una cifra amministrativa riconoscibile. Dal parco Urbano alle piazze storiche, passando per Piazza Trento e Trieste, la città ha costruito una programmazione che attrae grandi nomi e conquista fette di mercato importanti. Eppure, proprio su questi spazi si consumano ciclicamente le polemiche più aspre: è giusto usare le piazze? È opportuno portare concerti al parco? Domande che tornano, spesso identiche, ogni stagione.

“Se l’evento lo fa Salis allora si parla di inclusività, se lo fa una città governata dal centrodestra, è barbarie”

“Se l’evento lo fa Salis allora si parla di progressismo, inclusività, opportunità turistica. Se lo fa una città governata dal centrodestra, è barbarie”, affonda Fabbri, mettendo in fila una lettura politica che supera il merito delle scelte. “Probabilmente c’è un progetto politico che punta a lanciare questo sindaco a livelli più elevati dal punto di vista politico rispetto alla città di Genova. Se si è mosso questo sistema mediatico, è perché qualcuno pensa che questo sindaco possa rappresentare non solo il centrosinistra ma anche un centro più moderato”.

A Ferrara c’è un’amministrazione di segno opposto rispetto a decenni di storia locale. “Abbiamo ospitato artisti molto diversi, non solo dj internazionali della techno, ma anche artisti del calibro di Bruce Springsteen e Marilyn Manson, che sarà a Ferrara quest’anno, come anche Vasco Rossi”, ricorda il sindaco, rivendicando una continuità che precede il caso mediatico genovese. Da qui il confronto (a distanza) con Salis, che Fabbri non boccia, ma ridimensiona: “Credo che Salis abbia dato un’ottima possibilità alla sua città, ma non ha fatto un miracolo: per noi questi sono eventi ormai normali in calendario”.

“Salis intenta a costruirsi l’immagine dell’anti-Meloni”

Normali, ma non per questo scontati, soprattutto sul piano organizzativo e della sicurezza, tema su cui l’amministrazione insiste da tempo. Il vero nodo, allora, resta il giudizio. “Credo che quando un’iniziativa è fatta bene, essa debba essere giudicata allo stesso modo a prescindere dal colore politico”, sottolinea, lasciando intendere che il diverso trattamento mediatico non sia casuale. Anzi: “Probabilmente – chiosa polemico Fabbri – c’è un progetto politico di più ampio respiro”.

Così, mentre Genova è al centro dell’attenzione politica nazionale, con la sua sindaca intenta, dicono alcuni osservatori, a costruirsi l’immagine dell’anti-Meloni, Ferrara tira dritto per la sua strada. Con una strategia che lega musica, televisione e promozione turistica. “Non si tratta solo di musica – dice il primo cittadino – . I grandi eventi sono uno strumento di valorizzazione del territorio”, spiega Fabbri, citando anche le collaborazioni televisive che porteranno la città in prima serata. “Il nostro obiettivo – chiude – è far vivere le piazze, farle apprezzare ai giovani e creare un ritorno economico”. In una città che, tra patrimonio Unesco ed eventi da migliaia di partecipanti, continua a giocare la sua partita. Anche contro le critiche e i pregiudizi, anche quando, secondo il sindaco, il dibattito, più che acceso, rischia di diventare sterile.

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