Lische di pesce e verme nell’insalata della mensa: sorprese nei piatti dei bimbi alle scuole Scandellara |
Bologna, 16 febbraio 2026 - Lische nel merluzzo alla livornese il giovedì; bigattino nell’insalata il venerdì. Prima ancora lische nel ragù di pesce a metà dicembre. Refezione tormentata all’elementare Scandellara nell’omonima via. A cucinare il pasto con le sorprese è Ribò, la spa tutta Camst che prepara, confezione e consegna, per conto del Comune, il vassoio a materne, elementari e medie. Ribò che sta operando in proroga in quanto la gara di appalto per la refezione dei prossimi cinque anni. Appalto del Comune che poi è stato sanzionato anche dall’Anac per mancata concorrenza, mancata suddivisione in lotti dell’appalto e cessione (vietata) del ramo d’azienda-Ribò.
Tornando alle sorprese nel piatto dei bimbi di Scandellara subito sono partite le segnalazioni a Ribò. Sul ragù di dicembre, fa sapere l’Amministrazione, “la presenza di una quota anomala di lische nel ragù di pesce azzurro (sardine) ha visto l’apertura di una segnalazione per non conformità e l’avvio di un’istruttoria. Camst, a sua volta, ha fatto analizzare dal laboratorio quanto rinvenuto ed ha aperto una non conformità verso il fornitore”. Dal canto suo il Comune “ha comminato una penale per ‘corpi estranei’”. Su casi recenti, sei le segnalazioni sulle lische nel pasto di venerdì preparato dal centro pasti Fossolo su cui il Comune ha aperto una non conformità. Uno solo l’sos per il bigattino nell’insalata.
La consigliera Zuntini (FdI)
"Continuiamo a ricevere segnalazioni di genitori e docenti su problemi nei pasti serviti nelle scuole – accusa la consigliera di FdI, Manuela Zuntini che ha segnalato all’Anac le irregolarità dell’appalto mensa – . Non bastano le pietanze non sempre gradite o a volte scarse, dopo il ragù di pesce a metà dicembre, la scorsa settimana di nuovo lische nel merluzzo e, il giorno dopo, alcuni vermi nell’insalata". I casi di cosiddette “non conformità” dei pasti serviti da Ribó-Camst “sono numerosi: 120 registrate nell’anno scolastico 2023/24, 110 nel 2024/25 e quest’anno da settembre a gennaio sono già 64. Scorrendo l’elenco emergono numerosi casi di “presenza di corpi estranei” nelle pietanze, di presenza di carica batterica oltre i limiti su diversi alimenti (lattuga, prosciutto crudo o cotto, carne bovina) e addirittura di rilevamento di pollo o tacchino con batterio Escherichia coli sopra la soglia di attenzione”. Per Zuntini, “non si tratta di situazioni da sottovalutare, anzi, e a queste si accompagnano svariati casi in cui le diete previste per motivi di salute non sono state gestite correttamente o casi in cui le prassi di igiene presso i centri pasti non sono state rispettate. In alcuni casi il Comune ha applicato le penalità previste al gestore e risulta che siano state attivate le procedure previste per i vari casi, tuttavia i casi in cui non è garantita la corretta igiene e sicurezza alimentare non sembrano diminuire”. Come “ribadiamo da anni, è necessario che l’Amministrazione si muova in modo più incisivo presso Ribo-Camst per garantire un servizio di qualità alle famiglie, perché al momento quella qualità non è garantita e non è nemmeno proporzionata alle tariffe pagate dalle famiglie bolognesi. Ci attendiamo che il Comune cambi passo, anche dopo il monito di Anac e che non allenti i controlli soprattutto adesso che Camst opera in regime di proroga ma deve continuare a garantire un servizio a livello di quanto richiesto contrattualmente”.