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Il vescovo Castellucci : "Detenuti, società cruciale per la rieducazione"

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15.03.2026

Chiesa di San Carlo gremita per il convegno su carcere e giustizia . Il cardinale Zuppi: "Il volontariato è una delle risorse principali del Paese".

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Come educare al bene all’ombra del male? Per rispondere l’arcivescovo Erio Castellucci evoca due icone della tradizione cristiana. "Caino, il primo fratricida, avrebbe dovuto essere eliminato, applicando la giustizia retributiva. Invece Dio lo preserva dalla vendetta: gli mette una mano sulla spalla e gli impone di andarsene". Poi c’è Francesco, con la storia leggendaria del lupo di Gubbio che abbassa le orecchie dopo la predica del santo e diventa un beniamino della comunità. "Tanto amato che quando muore tutti lo piangono: ecco un esempio di mediazione riuscita e di giustizia riparativa". È iniziato così, ieri nella chiesa di San Carlo il convegno-fiume su carcere e giustizia inserito nel programma di eventi per ’Modena capitale italiana del volontariato’.

"Il tema – insiste Castellucci – non riguarda solo il sovraffollamento e l’esigenza di una pena che tenda alla rieducazione del condannato, ma anche la relazione tra chi provoca un danno, chi lo subisce e la comunità". Sono contesti in cui la cittadinanza attiva svolge un ruolo fondamentale, "ma l’ombra del male ci colpisce invadendo i media e la Rete, mentre il sole del bene è nascosto: bisogna farlo uscire dalle nubi".

Il sindaco Massimo Mezzetti concorda, osservando che l’argomento è assai poco popolare in questa fase storica. "A metà gennaio avremmo voluto tenere una seduta del Consiglio in carcere, ma il diniego è arrivato 24 ore prima. Il carcere è specchio della società, chi ne esce incattivito è spinto alla recidiva, con un danno ulteriore per la comunità". "Dobbiamo sempre salvare la persona", osserva Silvio Di Gregorio, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria. Come? "Ad esempio con un circuito penitenziario regionale che promuova le aspirazioni di chi vuole cambiare rotta". "Nel nostro progetto – spiega Alberto Caldana, presidente del Centro servizi volontariato – l’attenzione ai luoghi della fragilità ha un ruolo centrale. Ci sono molte associazioni e coop sociali che operano dentro e fuori dal carcere. Bisogna costruire alleanze tra questi soggetti".

A metà mattina interviene l’ospite più atteso: Matteo Zuppi, cardinale, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei: "Il volontariato è una delle risorse principali del Paese, ne esprime la cultura profonda". Per spiegarsi meglio cita due Papi, Francesco e Leone: "Solidarietà non è una parolaccia e fare qualcosa, anche solo il poco che possiamo, aiuta a vincere la globalizzazione dell’impotenza". Poi però questi concetti vanno calati nella realtà del territorio, cercando altre risposte concrete. Qual è il ruolo della cittadinanza attiva? Come si passa dalla sanzione al reinserimento? "Serve cultura – risponde Zuppi – cioè capacità di vedere il futuro nel presente, abbandonando l’idea tanto sbagliata quanto pervasiva di chiudere una persona in carcere e gettare la chiave".

Una conferma arriva da Anna Cattaneo, presidente del Centro giustizia riparativa di Bergamo. "Il reato ha ferito una relazione tra le persone, dobbiamo provare a ricucirla con il dialogo. Per farlo serve uno spazio volontario in cui le persone possono partecipare con l’aiuto di mediatori: l’offensore, l’offeso e i membri della comunità parlano insieme del danno causato. Questa è la giustizia riparativa, che guarda avanti e cerca di sciogliere i nodi, aprendo una vita possibile. L’ha introdotta un decreto legislativo del 2022, si può attivare per ogni ipotesi di reato e in tutti i gradi di giudizio".

Così, alla fine, il cardinale Zuppi apre uno spazio di speranza: "Dalla crepa passa la luce, cantava Leonard Cohen. Quando si parla di carceri modello è perché intorno ci sono volontari che lavorano, direttori coraggiosi, imprenditori che danno opportunità di reinserimento. La società civile può modificare molto il sistema, facendo entrare sempre più luce da quella crepa".

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© il Resto del Carlino