Bancarotta e evasione . Giro di società ‘apri e chiudi’, tre imprenditori cinesi nei guai

L’operazione è stata condotta dagli investigatori della Guardia di Finanza di Cesena (foto di repertorio)

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Tre imprenditori cinesi, residenti a Cesena, sono stati scovati dalla Guardia di Finanza di Forlì Cesena per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale con una evasione di oltre un milione di euro ai danni dell’Erario. Uno è finito agli arresti domiciliari e per gli altri due è stato disposto il divieto di esercitare qualsiasi attività imprenditoriale e di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche e imprese. I finanzieri di Cesena al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di tre cittadini di nazionalità cinese.

L’indagine è scaturita dal fallimento di una società di un imprenditore orientale titolare di un "bazar" sito all’interno di un centro commerciale cesenate, specializzato nella vendita al dettaglio di articoli per la casa, elettronica di consumo e oggettistica varia. Le indagini eseguite dalle Fiamme Gialle hanno consentito di accertare come i soggetti responsabili, mediante fittizi contratti di cessione d’azienda, del tipo "apri e chiudi" per evadere il pagamento delle imposte, avevano progressivamente svuotato il patrimonio della società in stato di insolvenza, trasferendolo a nuove imprese, sempre dei tre cinesi per garantire la prosecuzione dell’attività commerciale senza soluzione di continuità e in danno dei creditori, tra i quali l’Erario creditore di oltre un milione di euro.

Sono state riscontrate gravi irregolarità contabili, espressione di una consapevole scelta imprenditoriale finalizzata a ostacolare la ricostruzione del patrimonio e delle vicende societarie e a dissimulare le insidiose operazioni fraudolente poste in essere dall’arrestato e dai suoi due complici. L’attività testimonia la costante attenzione e il perdurante impegno profuso dalla Guardia di Finanza a contrasto dei fenomeni di illegalità economico-finanziaria per tutelare gli imprenditori onesti e preservare le regole della leale concorrenza nonché di impedire condotte idonee a sottrarre risorse all’Erario.

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