Sacmi riduce lo smart working, proclamato lo stato di agitazione: “Dipendenti penalizzati”

Alla Sacmi l'avviso di riduzione dello smart working è arrivato via email

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La riduzione dello smart working accende il confronto tra sindacati e azienda alla Sacmi. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato ieri lo stato di agitazione, e "non escludono azioni di mobilitazione qualora l’azienda non riveda la decisione assunta", dopo la comunicazione con cui la cooperativa ha deciso di tagliare le giornate di lavoro da remoto.

Smart working un giorno alla settimana (retroattivo da gennaio)

Nei giorni scorsi, Sacmi ha informato della riduzione a una sola giornata settimanale, introducendo anche la retroattività della modifica a partire dal mese di gennaio, per un massimo di 50 giornate annue. Una scelta che, secondo i sindacati, ha generato "forti malumori tra i lavoratori interessati" anche fuori Imola. Fim, Fiom e Uilm, insieme alla Rsu, hanno chiesto immediatamente un incontro urgente alla direzione della cooperativa, contestando il metodo utilizzato.

Il faccia a faccia c’è stato ieri. Durante il confronto, i sindacati hanno espresso "forte contrarietà" alla decisione aziendale di intervenire sullo strumento dello smart working e hanno comunicato all’azienda di aver ricevuto dalle assemblee dei lavoratori il mandato per proclamare lo stato di agitazione.

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L’azienda: “Smart working? Modalità di lavoro non più matura”

Secondo quanto riferito dai sindacati, l’azienda avrebbe motivato la scelta sostenendo che questa modalità di lavoro "non sarebbe più matura", nonostante – evidenziano le organizzazioni sindacali – sia stata utilizzata per oltre sei anni dimostrando efficacia sia dal punto di vista organizzativo sia in termini di conciliazione tra vita privata e lavoro.

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I sindacati: “L’azienda ci ripensi”

Per i rappresentanti dei lavoratori si tratta invece di una decisione che "penalizza fortemente i dipendenti", riducendo le possibilità di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro e svuotando di fatto uno strumento che negli anni ha rappresentato un elemento di equilibrio organizzativo e sociale. "Riteniamo inaccettabile il metodo utilizzato da Sacmi: con una semplice email non si può modificare un elemento di miglior favore per le lavoratrici e i lavoratori", afferma Marco Valentini, segretario Fiom Cgil Imola. "La scelta unilaterale di Sacmi e la non disponibilità ad un confronto sul tema ci hanno lasciati esterrefatti", dichiara Giuseppe Rago, coordinatore Uilm per Imola e circondario.

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Anche dalla Fim arriva l’invito a riaprire il dialogo. "Auspichiamo che da parte dell’azienda arrivi rapidamente un ripensamento", afferma Antonino Liuzza, della Fim Cisl Area metropolitana bolognese. Nei prossimi giorni sono previste assemblee sindacali sia negli stabilimenti Sacmi di Imola sia nelle società consociate del gruppo. Fim, Fiom e Uilm ribadiscono la disponibilità al confronto per "individuare una soluzione condivisa e arrivare a un accordo sindacale che regoli lo smart working", ma non escludono "azioni di mobilitazione qualora l’azienda non riveda la decisione assunta".

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