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Tripofobia, la paura dei buchi che paralizza il cervello. Cause, sintomi e cura

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21.05.2026

Tripofobia, la paura dei buchi che paralizza il cervello. Cause, sintomi e cura

Tripofobia, la paura dei buchi che paralizza il cervello. Cause, sintomi e cura

Non è (ancora) una diagnosi ufficiale, ma la tripofobia è sempre più studiata. Una reazione di disgusto e ansia davanti a pattern di piccoli fori che può diventare sorprendentemente intensa. E con un piccolo e curioso test si può scoprire se si è sensibili

Tripofobia, la paura dei buchi che paralizza il cervello

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C’è chi non ci fa caso e chi, davanti a una spugna o a un seme di loto, prova un improvviso senso di repulsione. È la tripofobia, letteralmente “paura dei buchi”, dal greco trýpa (foro) e phóbos (paura). Una definizione semplice per un fenomeno tutt’altro che banale: la vista di pattern ripetitivi di piccoli fori o protuberanze può scatenare una risposta emotiva intensa, che va dal disgusto alla vera e propria ansia. Nel linguaggio clinico non è ancora una diagnosi ufficiale nei principali manuali, ma il fenomeno è osservato con crescente attenzione dalla ricerca psicologica. Approfondiamola.

Cos’è la tripofobia (e cosa non è)

La tripofobia non è una fobia “classica” nel senso stretto del termine (infatti non è una fobia Dsm riconosciuta, ma una reazione emotiva). Non c’è un oggetto pericoloso riconoscibile come un ragno o un serpente, e proprio qui sta la stranezza del fenomeno.

Lo stimolo è visivo e apparentemente innocuo: spugne, alveari, superfici porose, alcuni fiori o anche semplici immagini. Eppure, per chi ne è sensibile, la reazione può essere immediata e sgradevole, come se il cervello “leggesse” qualcosa di minaccioso dove non c’è nulla di realmente pericoloso.

I sintomi della tripofobia

Le persone che........

© il Resto del Carlino