Centrodestra, Donati in pole. Mozzoni in forse
Sandro Donati presidente della Banca del Piceno: secondo un sondaggio di FdI il suo nome sarebbe tra i più graditi
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La figura di Sandro Donati torna al centro della partita elettorale sambenedettese. Il suo nome è quello con il maggior consenso emerso dal sondaggio commissionato dai vertici regionali di Fratelli d’Italia in vista delle elezioni comunali di fine maggio. Subito dopo compare quello di Gianni Balloni, attuale coordinatore comunale del partito. È da questo dato che, nelle ultime ore, ha ripreso forma il confronto interno al centrodestra, impegnato a definire candidature e assetti della coalizione a due mesi e mezzo dal voto. La rilevazione indica Donati, presidente della Banca del Piceno, come il profilo capace di catalizzare il consenso nell’area di centrodestra. Il suo nome risulterebbe competitivo anche nel confronto con il centrosinistra, un campo che al momento non ha ancora definito il proprio candidato né chiarito l’assetto della coalizione.
Il ritorno dell’ex assessore regionale al centro della discussione arriva dopo settimane di incertezze. La sua possibile candidatura ha attraversato una fase altalenante, tra disponibilità ancora da verificare e alcuni tentativi di veto da parte di esponenti della coalizione. Il presidente della Banca del Piceno non ha ancora sciolto le riserve, ma la decisione viene indicata come imminente e potrebbe arrivare entro la fine della settimana.
Dietro di lui, secondo il sondaggio, si colloca Gianni Balloni. Più complessa appare invece la situazione negli altri partiti del centrodestra. La Lega è alle prese con una dicotomia sempre più evidente tra Lorenzo Marinangeli e Pasqualino Piunti, una frattura che rischia di spingere l’ex sindaco verso l’uscita dal partito. In quel caso si aprirebbero due scenari: una candidatura autonoma sostenuta da due o tre liste civiche oppure una possibile convergenza sul progetto politico a sostegno della candidatura di Nicola Mozzoni. Proprio l’iniziativa di Mozzoni sembra muoversi lungo una traiettoria che guarda anche a Simone Ferraioli, presidente provinciale di Confindustria, autore nei giorni scorsi di un appello alla convergenza dell’intera classe dirigente cittadina. Anche perché nel caso di una candidatura nel centro destra di Donati sarebbe difficile un accordo tra il gruppo di Mozzoni e quella coalizione. In questo quadro si colloca anche la figura di Alessandro Maria Bollettini, che dal centro potrebbe rappresentare un piccolo ago della bilancia per gli equilibri elettorali. Sul fronte opposto, il centrosinistra continua a presentare un quadro incerto. Il Pd vive una fase interna segnata da tensioni e tentativi di ricomposizione. Guerra e pace sine fine, ma con una dinamica che ricorda più un giro infinito sulle montagne russe che la copertina del libro di Tolstoj. L’apertura della maggioranza alla minoranza, con gli incarichi affidati a Margherita Sorge e Alessandro Marini, ha rappresentato un segnale di distensione, ma non ha ancora portato a una decisione sulle eventuali primarie né sull’identità del candidato.
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