Il lavoro che cura: la rinascita dopo la malattia |
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Il lavoro non è solo un contratto o una mansione: per una donna che ha attraversato il deserto di una malattia oncologica, tornare in ufficio o in officina significa riprendersi il proprio nome, il proprio ruolo e, soprattutto, il proprio domani. È questo il cuore pulsante dell’incontro che ha riunito a Rimini oltre 40 aziende, trasformando la città nella prima tappa di un viaggio di sensibilizzazione che attraverserà l’Italia, risalendo verso la Lombardia. L’evento, promosso da Gi Group in collaborazione con Vici & C. spa e Aidp Emilia-Romagna, ha voluto tracciare una strada nuova per le imprese, fondata sull’empatia e sulla concretezza.
Al centro del dialogo c’è l’esperienza di ’Più unica di prima’, un progetto nato per tendere la mano alle donne guarite da carcinoma mammario. Perché la malattia toglie molto, ma non deve togliere la possibilità di immaginarsi altrove. L’Ausl Romagna ha portato una testimonianza preziosa: per la direttrice del presidio riminese, Francesca Raggi e per il direttore del Centro prevenzione oncologica Giuseppe Melucci, la dignità lavorativa è un farmaco invisibile ma potente. Non è un accessorio della guarigione, ne è la sostanza. "Abbiamo voluto raccontare come si possa ricominciare", spiega Cristina Reduzzi di Gi Group. Una visione ripresa da Leonardo Piepoli di Vici&C. (nella foto): "La paura non si elimina, si cucina. E quando la metti sul fuoco della comunità e del lavoro condiviso, diventa forza".
Rimini diventa così il laboratorio di una rete di solidarietà che non finisce con le terapie, ma accompagna ogni donna a riscoprirsi, appunto, più unica di prima.
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