Aden entra nella Cittadella: "Che progetto"

Articolo: Il progetto Venti milioni, campi e palazzine

Ora c’è anche l’ufficialità, il patron Ali Aden lascia il Terre di Castelli ed entra nella compagine societaria della Cittadella, al fianco di Paolo Galassini e dei soci Marco Bombarda e Alberto Benuzzi. "Il suo ingresso – si legge nella nota – rappresenta un passo importante per il rafforzamento della struttura societaria del Cittadella, con l’obiettivo di proseguire il percorso di crescita del club". Nato a Napoli 45 anni fa da madre italiana e papà somalo, Aden è titolare di diverse aziende (la ResinSystem è quella storica) con oltre 70 milioni di fatturato che operano soprattutto nell’edilizia. Nel calcio è entrato nel 2021 rilevando la Vignolese e passando per l’unione col Castelvetro che ha portato alla nascita del Terre di Castelli, arrivato a un passo dalla D.

"Già da inizio stagione avevo deciso che questo sarebbe stato il mio ultimo anno a Castelvetro – racconta Aden – in questi mesi ho avuto diversi approcci con tante realtà del territorio, ma Paolo Galassini, assieme ai suoi soci, è quello con cui sono entrato subito in sintonia per identità di visione e così ho deciso di entrare a far parte del progetto. Il mio ruolo? Per ora sono uno dei soci, ma io sono uomo di campo, mi piace essere presente nella vita quotidiana della squadra e voglio continuare a farlo. Ovvio che per me la D è una categoria tutta nuova, mi servirà un po’ di apprendistato e cercherò di essere di supporto da osservatore alla gestione tecnico sportiva della prima squadra e anche del settore giovanile. Perché ho lasciato Castelvetro? Il problema delle strutture è stato il motivo principale, inoltre a inizio anno ci sono state delle dinamiche con alcuni dirigenti che mi hanno un bel po’ stomacato ed essere contatto da tante società mi ha riempito di orgoglio".

Ora cosa accadrà al Terre di Castelli? "La società Academy che gestisce il settore giovanile – spiega – andrà avanti col suo percorso, io sto facendo diversi incontri di provare a coinvolgere qualche imprenditore del territorio che garantisca di portare avanti in modo dignitoso la società, ma se devo rischiare di lasciare una matricola in mano al primo che passa, meglio fare solo settore giovanile. Per fare l’Eccellenza servono investimenti e competenza. Il mio bilancio? Penso che siano stati 5 anni molto positivi fra Vignola e Castelvetro, avremmo potuto anche fare meglio ma è stato un percorso importante in una categoria molto difficile".

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