Adelmo Cervi contro Kanye West: “Chi gira con le svastiche addosso non deve esibirsi in alcuna città”
Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai fascisti e Anna Ferrari, presidente Anpi
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Reggio Emilia, 8 aprile 2026 – “La Gran Bretagna ha fatto bene, noi invece in Italia arriviamo sempre tardi su queste questioni”. Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti nel ‘43 a Reggio Emilia, commenta così la decisione del Regno Unito di revocare il permesso d’ingresso al rapper Kanye West per il Wireless Festival di Londra (in programma dal 10 al 12 luglio), proprio una settimana prima del live – sabato 18 luglio – alla Rcf Arena, nell’ambito dell’Helwatt Festival, di cui ‘Ye’ è la star di punta.
“West non è un mio amico di sicuro, non lo conosco e non voglio conoscerlo – dice Adelmo con la sua solita verve ironica, per poi farsi tranchant sull’esibizione dell’artista nella patria della Resistenza – Uno che gira con delle svastiche non deve essere degno di girare da nessuna parte, non solo a Reggio o a Londra. La decisione del Regno Unito è giusta ed è arrivata con tempismo, mentre l’Italia dovrebbe darsi una regolata e anticipare anch’essa queste decisioni. Seguire l’esempio della Gran Bretagna? Se si potesse non fare il concerto, sarebbe meglio. Ma se ci sono delle penali, meglio lasciar perdere. Non vale la pena spendere soldi per uno del genere...”.
Infine Cervi, conclude: “Credo che anche agli organizzatori e alle cooperative che gestiscono l’Rcf Arena non piacciano le sue posizioni antisemite. Ma evidentemente non ci hanno pensato prima… Sarebbe il momento di arginare l’avanzata degli estremisti di destra. C’è chi ancora si aduna nelle piazze facendo il saluto romano, mentre a noi dicono di non cantare ‘Bella Ciao’ perché è divisivo...”.
A fargli eco anche Anna Ferrari, presidente di Anpi Reggio, che prosegue la battaglia iniziata dal compianto predecessore Ermete Fiaccadori, uno dei primi a insorgere contro la data del rapper americano. “Abbiamo già detto in passato che West non doveva venire a Reggio – spiega – La nostra associazione insieme a tante altre così come il Comune di Reggio aveva preso le distanze. Noi abbiamo già parlato, vorrei facessero altrettanto i privati, ossia gli organizzatori del concerto alla Rcf Arena. Che invece hanno fatto una scelta e se ne assumeranno la responsabilità. Mi fa piacere e prendo atto però che ci sono nazioni come il Regno Unito che hanno assunto una decisione netta e forte. Il mondo è pieno di bravi artisti che possono infondere messaggi positivi ai giovani e al giorno d’oggi sarebbe importante visto quello che sta succedendo tra odio e guerre”.
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