25 aprile a Reggio Emilia, Adelmo Cervi attacca Meloni e La Russa: “Dobbiamo cacciarli via, sono dei bastardi” |
Adelmo Cervi durante il suo intervento dal palco dei Campi Rossi
Reggio Emilia, 25 aprile 2026 - "Dobbiamo essere noi a cacciare la Meloni e questi bastardi fascisti che sono al Governo come La Russa. Da soli non se ne andranno...". Adelmo Cervi – figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti nel ‘43 – incendia il palco di Casa Cervi a Gattatico, durante la cerimonia della Festa della Liberazione, dopo aver partecipato al corteo a Bologna. L’ultimo discendente della famiglia Cervi, vestito rigorosamente con una maglietta rossa col simbolo dell’ex Urss, ha preso il microfono davanti ai Campi Rossi gremiti con oltre 20.000 persone e ha attaccato il Governo di centrodestra.
"Difficilmente la Meloni se ne andrà da sola, dovremo essere noi a cacciarla. Stamattina – ha detto Cervi – ho visto un cartello con scritto ‘Meloni te ne devi andare’. Ma se lei fosse stata una persona seria, si sarebbe rifiutata di andare al Governo visto che per anni ha detto che il fascismo era una cosa positiva e che non è stata una tragedia per l’Italia. Ora si è un po’ addolcita perché deve obbedire agli ordini dei capitalisti e il fascismo è sempre stato il braccio armato del capitalismo".
Nuovo attacco contro La Russa
Poi è tornato ad attaccare il presidente del Senato, Ignazio La Russa come già fatto in passato: "La seconda carica dello Stato se l’è presa perché gli ho dato del bastardo. Ma io lo ripeterò all’infinito: è un bastardo. Tutte le sere prima di andare a dormire accarezza il testone (riferendosi al busto di Mussolini che La Russa avrebbe in casa, ndr). Noi dobbiamo unirci per cacciare i fascisti da dove sono venuti, dalle fogne. È un disastro quello che abbiamo passato e troppa gente ha seguito il fascismo. La cosa grave è che sono arrivati al Governo perché sono stati votati. E se perdiamo le prossime elezioni, questi fascisti diventeranno ancora più fetenti...".
L’appello alla sinistra
Cervi infine ha lanciato un appello alla sinistra: "Dobbiamo andare d’accordo. Il Pd ora sta discutendo su chi deve essere il capo, ma non ci deve interessare. Dobbiamo unirci e farci sentire, col referendum abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra. Dobbiamo costruire un programma serio, a favore dei lavoratori".
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