Il vertice che rilancia il nucleare: i leader Ue puntano sull’atomica per ridurre la dipendenza dal petrolio. La strada dei piccoli reattori

Da sinistra Emmanuel Macron, Ursula von der Leyen e Rafael Grossi al Summit Aiea, Parigi (Epa)

Articolo: Per von der Leyen è stato un “errore strategico” abbandonare il nucleare

Video: A Parigi iI vertice su rilancio nucleare civile: ecco chi c'era

Parigi, 10 marzo 2026 – Esattamente quindici anni dopo l’incidente nucleare di Fukushima, il presidente francese Emmanuel Macron ha riunito a Parigi oltre 60 tra capi di Stato, ministri e industriali per discutere del rilancio del nucleare civile sotto l’egida dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). Oggi, appena il 10% dell’elettricità mondiale è di origine nucleare, con una produzione annua pari a 2.840 TWh. Eppure, di fronte alla crisi dei prezzi causata dal conflitto in Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz - da cui transita un quinto del gas e del petrolio mondiale - il nucleare torna a essere un’alternativa presa seriamente in considerazione per limitare la dipendenza dalle fonti fossili. “Abbiamo bisogno del nucleare in quanto fonte di progresso, prosperità e indipendenza”, ha esordito il presidente francese nella sala concerti della Seine musicale, un atomo di vetro e acciaio sulla Senna capace di accogliere fino a 7.000 persone. Per Macron, il nucleare promette di soddisfare tre grandi obiettivi della comunità internazionale: “la competitività, la riduzione di CO2 e l’indipendenza energetica”.

Pichetto Fratin: “Il nucleare, più che mai un percorso”

Tra gli invitati, una decina di leader europei, africani e asiatici, la premier ucraina Julija Svyrydenko, il segretario generale dell’Ocse Mathias Corman e gli inviati di Stati Uniti e Cina, due delle principali potenze nucleari al mondo insieme alla Francia e la Russia, non convocata. Presente al vertice anche il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica del governo italiano, Gilberto Pichetto Fratin, favorevole “all'impegno per triplicare la capacità nucleare globale" entro la metà del secolo, come suggerito dal direttore generale dell’AIEA, Rafael Mariano Grossi. Secondo il ministro, “la situazione geopolitica sta dimostrando tutta la debolezza di dipendere completamente da alcune parti del mondo, per l'Europa, non solo per l'Italia”, motivo per cui “più che mai il nucleare è un percorso”.

Un piano europeo per i piccoli reattori

Da giugno 2025 l’Italia partecipa all’Alleanza nucleare per lo sviluppo e la ricerca nei piccoli reattori nucleari modulabili, gli SMR (Small Modular Reactors). Una tecnologia su cui l’Unione europea vuole investire per aumentare la parte di nucleare nel mix energetico e per non perdere terreno di fronte alla concorrenza tecnologica di Cina e Canada.

Davanti alla platea, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha promesso un “fondo da 200 milioni di euro come garanzia” per sostenere gli investimenti nel settore. Risorse ottenute dai benefici dell’Emission Trading System, il sistema di scambio di quote per le emissioni di gas serra. La presidente della Commissione europea ha inoltre annunciato la creazione di una “sandbox” normativa, un perimetro regolatorio pensato per ridurre il rischio degli investimenti e utile alle aziende “per testare tecnologie e prototipi industriali”.

Errori europei e dipendenza russa

Poco prima dell’inizio dell’incontro, due attivisti di Greenpeace hanno fatto irruzione mentre Emmanuel Macron e Rafael Grossi accoglievano gli invitati, per denunciare lo stretto legame tra energia nucleare e Russia. Un tema delicato toccato da Emmanuel Macron durante il suo intervento: “È vero che il 40% della produzione di uranio proviene dalla Russia”. Questa dipendenza critica richiede una maggiore “cooperazione internazionale” lungo tutta la catena di produzione e una “diversificazione più ampia” nell’approvvigionamento delle risorse minerarie, secondo il presidente francese. Macron e Von der Leyen hanno inoltre sottolineato gli errori e le scelte strategiche sbagliate dell'UE compiute in passato, in particolare per quanto riguarda il finanziamento e il quadro normativo: “L’Europa ha sbagliato a non finanziare progetti nel settore nucleare”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, mentre secondo Von der Leyen, in Europa i prezzi dell’elettricità sono “strutturalmente troppo elevati”. Il nucleare può aiutare ad abbassare i prezzi e stabilizzare l’offerta, ma visti i tempi di costruzione, l’effetto non sarà immediato. 

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