Quasi ultimata la messa in sicurezza. Riapre la chiesa della Collegiata |
I fedeli di Brisighella rientreranno in San Michele Arcangelo il 29 marzo, per la celebrazione delle Palme. I lavori di recupero, costati un milione e 175mila euro, sono stati finanziati da Cei, Bcc e benefattori privati.
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A distanza di quattro anni domenica 29 marzo riaprirà ai fedeli la chiesa di San Michele Arcangelo a Brisighella, interessata da importanti lavori di messa in sicurezza. A darne notizia, con soddisfazione, è stato il vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, Mario Toso, ieri nel corso di una conferenza tenutasi nel seminario di Faenza, il quale ha posto l’accento sulla riapertura in occasione della domenica delle Palme. "Una data significativa il 29 marzo – ha detto il vescovo –, ovvero la domenica delle Palme e della Passione. E la chiusura della chiesa ha rappresentato un evento di passione per la comunità".
I lavori di recupero, costati circa un milione e 175 mila euro in carico alla parrocchia sono stati finanziati per 420mila euro tramite il contributo dell’otto per mille erogato dalla Conferenza Episcopale, e da donazioni della Bcc Ravennate Forlivese e Imolese oltre che da benefattori privati "i quali hanno chiesto unanimemente di non comparire", ha affermato don Michele Morandi, legale rappresentante della parrocchia, presente alla conferenza. Restano da realizzare ulteriori lavori, piccole opere "per complessivi 140mila euro". Alla conferenza erano presenti anche i tecnici, il sindaco di Brisighella Massimiliano Pederzoli e la soprintendente Federica Gonzato. Nel corso degli interventi sono state esplicitate le cause della chiusura del luogo di culto, riguardanti il cedimento delle fondazioni e in particolare l’abside della cappella del Crocifisso "a causa della prolungata siccità". Nonché le operazioni di messa in sicurezza a cominciare dalla copertura, quindi la fasciatura sommitale con cavi d’acciaio che hanno evitato ulteriori danni quando si è verificato il terremoto e che non verranno rimossi in via cautelativa perché collaborano all’equilibrio della struttura. Nel progetto erano previste inoltre la rimozione dell’impianto di riscaldamento e la posa di pali pressoinfissi nel perimetro esterno dell’abside collegati a un cordolo di calcestruzzo. Infine, il restauro della muratura. I lavori che mancano riguardano invece il sistema di riscaldamento e l’opera che interesserà la sagrestia della chiesa nella quale sarà ricavato uno spazio per gli incontri parrocchiali, oltre al completamento dell’accesso da via Fossa. Al di là dei lavori è stato posto l’accento sugli effetti della chiusura della chiesa nella comunità, motivo per il quale anche il primo cittadino brisighellese ha sottolineato l’importanza della riapertura della Collegiata.
La notizia della riapertura della chiesa di San Michele Arcangelo però non è stata l’unica novità presentata dalla Diocesi. Un mese fa, infatti, è iniziato il cantiere per il ripristino del Santuario del Monticino con orizzonte temporale di riapertura nel breve periodo, anche perché dopo un primo diniego riguardo alle progettualità Pnrr, il progetto è stato finanziato, unico nella Diocesi, con risorse pari a 580mila euro. Motivo per cui entro il 30 giugno i lavori strutturali finanziati dovranno essere terminati. Seguirà anche in questo caso il completamento delle opere necessarie che complessivamente per il Monticino ammontano a 1 milione e 120 mila euro. In questo caso il santuario fu interessato da una frana che fece crollare il muro di collegamento lato canonica. I lavori riguardano il consolidamento strutturale e il restauro architettonico, anche in questo caso grazie all’8 per mille della Cei. Infine, riguardo a Faenza, sono in via di conclusione i lavori di completamento di tre appartamenti nel complesso di San Domenico, oggi di proprietà della Diocesi, che saranno destinati a contrastare l’emergenza abitativa.
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