Alan Turing e l’intelligenza artificiale. A teatro passato, presente e futuro

I ragazzi della scuola media ‘Pellico’ di Voltana al teatro ‘Alighieri’

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Giovedì 15 gennaio, noi alunni della classe 3^F della scuola ‘Silvio Pellico’ di Voltana, ci siamo recati al teatro ‘Dante Alighieri’ di Ravenna per vedere lo spettacolo su Alan Turing, una bellissima iniziativa che ci ha permesso di conoscere meglio la vita travagliata e geniale del matematico che riuscì a cambiare il corso della storia decifrando Enigma, una macchina che forniva informazioni in codice segreto ai nazisti.

Per fare ciò il governo britannico riunì a Bletchley Park alcuni dei migliori matematici tra cui egli stesso e da qui nacque l’idea di costruire una macchina capace di provare automaticamente migliaia di combinazioni fino a trovare quella giusta.

Grazie a lui e al lavoro del suo team molti messaggi tedeschi vennero decifrati, accorciando così la guerra e salvando milioni di vite. Questo lavoro fece capire a Turing che una macchina poteva seguire delle istruzioni precise per risolvere problemi difficili. Dopo la guerra, iniziò quindi a pensare a una nuova idea: una macchina pensante, cioè una macchina capace non solo di calcolare, ma anche di prendere decisioni come un essere umano.

Queste idee sono diventate la base dell’intelligenza artificiale, cioè dei programmi che oggi usiamo nei telefoni, nei computer e nei videogiochi. Per questo si può dire che il lavoro di Alan Turing, partito dalla decifrazione di Enigma, ha aperto la strada alle macchine intelligenti che fanno parte della nostra vita quotidiana.

Oggi la utilizziamo in tantissimi ambiti, anche scolastico, e nella maggior parte dei casi si rivela veloce ed efficace, in grado addirittura di superare il Test di Turing, un esperimento creato da egli stesso per stabilire se una macchina fosse in grado di imitare il comportamento umano durante una conversazione, ma non dobbiamo mai dimenticare che è un prodotto della mente umana che non può in nessun modo sostituirla; si rivela infatti un ottimo strumento per risolvere problemi, creare testi di qualsiasi tipo, fare calcoli, anche prendere decisioni al posto nostro, ma proprio la sua eccessiva oggettività potrebbe essere un limite: la storia è piena di persone importanti che hanno preso decisioni rischiose che una macchina non avrebbe mai considerato perchè statisticamente fallimentari, e anche la scienza insegna che le grandi scoperte sono state raggiunte a seguito di un errore o un evento fortuito.

Per questi motivi è giusto dire sì all’uso dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto, ma no alla sostituzione del lavoro e del pensiero umano.

Mattia Cardillo, Aaron Cavallini, Cesare Dosi, Melek Sakiri e Martina Trudu, classe 3^F Prof.ssa Gianstefani Silvia Scuola media ‘Pellico’ di Voltana

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