Arisa maestosa, Fedez e Masini non sorprendono: le pagelle dei duetti

Fiorella Mannoia, Tredici Pietro con il padre Gianni Morandi, Dargen D'Amico con Pupo

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Sanremo, 27 febbraio 2026 – Ecco le pagelle della serata del Festival di Sanremo tradizionalmente più attesa dal pubblico: quella dei duetti. Ognuno dei 30 Big in gara ha scelto un brano non del proprio repertorio e un ospite con il quale dividere il palcoscenico. E sono stati tanti anche gli accostamenti arditi. Alcuni azzeccati, altri un po’ meno. Di certo è la serata karaoke per eccellenza, quella nella quale famiglie e gruppi di amici si riuniscono davanti alla tv per cantare e dare le loro valutazioni alle varie esibizioni.  

Chi vota nella serata dei duetti

A votare durante la serata delle Cover di venerdì 27 febbraio sono tutti gli attori in gioco durante il resto del Festival di Sanremo: stampa, web, radio e televoto. Sarà quindi interessante se ci sarà un sentire comune fra le varie compagini in gara. Anche perché i gusti, lo abbiamo visto nelle prime tre serate del Festival, sono davvero molto eterogenei. A contare, per quanto riguarda le Cover, sono soprattutto i gusti musicali. Non il tifo per ogni singolo artista. Ed effettivamente durante la serata di venerdì 27 febbraio sul palco del Teatro Ariston abbiamo visto performance inattese, che hanno creato entusiasmo attorno a tutti gli artisti e i loro ospiti. 

Il risultato della serata dei duetti non condizionerà il resto della gara dei 30 Big del Festival di Sanremo: al termine della serata viene proclamato il vincitore della serata Cover, che è una competizione indipendente. Nella serata di venerdì 27 febbraio sarà resa pubblica l’intera classifica della gara delle Cover. 

Leo Gassmann con Aiello ‘Era già tutto previsto’: voto 5. Perché urlare rovinando questo brano? Urlare in modo sguaiato, perché? Perché? Mi tornano in mente i tempi di ‘Signora, i limoniiii’. Che imbarazzo.

Chiello con il maestro Saverio Cigarini ‘Mi sono innamorato di te’: voto 3. Quel ‘Ti vengo a cercare’ finale suona come una minaccia. Ha preso a mazzate ‘Mi sono innamorato di te’ e la memoria di Luigi Tenco. Cosa abbiamo fatto di male per meritarci questo?

Luchè con Gianluca Grignani ‘Falco a metà’: voto 5. Che è la media fra il 6 a Gianluca Grignani e il 4 a Luché. Il primo ha cantato. Il secondo parlato ogni tanto inserendosi senza alcuna amalgama. Peccato. Occasione lanciata dalla finestra. 

Nayt con Joan Thiele ‘La canzone dell’amore perduto’: voto 7. Delicati, complici. E, soprattutto senza alcuna barra creata ad hoc. Bravissimo Nayt, ti ringrazio. 

Ermal Meta con Dardust ‘Golden Hour’: voto 7. Voliamo. Su una nuvola soffice. E non cadiamo mai. Grazie ad Ermal Meta. E’ proprio di un altro pianeta. Accanto poi ha il genio Dardust.

Fedez & Masini con Stjepan Hauser ‘Meravigliosa Creatura’: voto 6. Masini urla in continuazione. Fedez quello che da Fedez abbiamo sempre visto. È una ‘Bella stronza 2’. Ce lo aspettavamo? Sì. Siamo sorpresi? No. Loro due purtroppo non ci hanno sorpresi.

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo ‘Cinque giorni’: voto 3. Con il suo inedito in gara ci fa ballare, con la Cover incupire. Le due facce di Sal Da Vinci. Certo, portare sul palco ‘Cinque giorni’ e cantarla con Michele Zarrillo vuol dire abbattere a picconate il mood della serata. Però è stra mega iper super maxi karaoke. E questo contribuisce a farci dimenticare le urla immotivate. “Aiutami a distruggerti”: sì, ragazzi, ci siete riusciti. Avete fatto deflagrare questa canzone. 

Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci ‘Baila Morena’: voto 5.5. Festa del liceo. Sul palco è caos. Un caos tutto sommato anche piacevole e coinvolgente, fino all’ingresso di Belen Rodriguez. Che sul palco è utile funzionale quanto il glutine nella mia dieta. Peccato perché sarebbe stata anche una cover carina.

Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma ‘Quello che le donne non dicono’: voto 9. Queste sono le Cover per le quali la serata dei duetti ha senso. Senza fronzoli eppure maestosa. La voce di Arisa è uno strumento di emozione, il coro mette i brividi. Brividi belli. Brividi che almeno una volta nella vita va provata

Francesco Renga con Giusy Ferreri ‘Ragazzo solo, ragazza sola’: voto 5.5. Giusy Ferreri a Sanremo la rivogliamo soltanto col megafono. Altrimenti non siamo pienamente soddisfatti. Detto ciò, bella versione per carità. Ma Francesco Renga copre troppo la voce della menestrella dell’Abbiatense. Quindi per me è no. Perché urlare a tutta potenza un omaggio a David Bowie? Perché?

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi “Hit the Road Jack”: voto 7.5. Sayf si conferma una bella sorpresa nel panorama musicale italiano. E conferma anche di avere una inattesa venatura da crooner.  Suona la tromba molto bene, fa show. Sayf, ho una richiesta personale: puoi smettere di trappettare in giro e iniziare invece a cantare e suonare sul serio? No perché, ti dirò, sei bravo ma bravo bravo a fare lo showman e a cantare seriamente.

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia ‘Besame Mucho’: voto 7. Intensa. E non era facile renderlo bene, essendo un brano molto noto e già interpretato da tanti nel corso dei decenni. Eppure questo trio, inedito sino ad oggi, è stato suggestivo. Bravissimi. 

Enrico Nigiotti con Alfa ‘En e Xanax’: voto7.5. ‘En e Xanax’ è un brano intoccabile. Quindi le barre di Alfa un po’ mi infastidiscono. Però l’interpretazione rende omaggio davvero a questa canzone e al genio Samuele Bersani. Che avrei tanto voluto come terzo in questa cover sul palco. Bravi davvero. Mi sono piaciuti.

Ditonellapiaga con TonyPitony ‘The lady is a tramp’ voto 7.5. Spettacolo. Un bello spettacolo. Cantano e ballano entrambi e lo fanno molto bene. Siamo proprio negli anni Trenta e Quaranta. Studiare musical a Londra fa bene, citofonare Tony Pitony per avere qualche informazione. 

J-Ax con Ligera County Fam ‘E la vita, la vita’: voto 7. Siamo alla bocciofila dell’Ortica, manca solo Snoop Dogg nel mese olimpico. Io con J-Ax, Paolo Jannacci e compagnia ci farei tranquillamente una serata. Se li becchi in buona, ti fai una serata con i controfiocchi e ridi per ore.

Raf con The Kolors ‘The riddle’ voto 8. Bella, bella, bella, aiutatemi a dire bella. Sul palco c’è un affollamento che sembra una riunione di condominio, però è un affollamento estremamente funzionale alla performance. Così Stash e Raf non scompaiono. Anzi. Mi ripeto, lo so: ma quanto sono belli gli archi? Rendono nobile qualsiasi brano.

LdA & Aka7even con Tullio De Piscopo 'Andamento lento': voto 7. Dove si firma per arrivare a 80 anni come Tullio De Piscopo? O anche solo quasi come lui. Strepitoso. La loro cover ci dà una bella sveglia. Il trio funziona molto bene, nonostante i ballerini vestiti da mocio Vileda. Bello bello bello. 

Fulminacci con Francesca Fagnani “Parole Parole”: voto 4. Qui mancano un po’ di cose: il fiato e l’intonazione a Fulminacci, l’espressività a Francesca Fagnani. Mancano sensualità e complicità. In sostanza, manca tutto. Ecco, è mancata anche la scaltrezza nella scelta della Cover. Per dirla alla Zequila, mai più!

Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band ‘Vita’: voto 5. Che è un mix fra il 7 dell’esibizione e il 3 del fatto che aver chiamato il padre sul palco lo fa ripiombare nel luogo comune del “figlio di”. Bella cover, bellissima versione di ‘Vita’. Però è la forma più che la sostanza che colpisce. Pessima scelta.

Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas ‘Il mondo”: voto 7. Una delle canzoni più coverizzate degli ultimi decenni. E per questo ormai a rischio svuotamento di significato ed emozione. Loro invece le danno un senso tutto nuovo. Sono proprio bravi. Poi l’amore mio Brunori Sas è un Re Mida: tutto quello che canta è oro. Che belli.

Michele Bravi con Fiorella Mannoia ‘Domani è un altro giorno’: voto 6.5. A parte la voce tremante di Michele Bravi, questa esibizione rende davvero omaggio a Ornella Vanoni. E alla musica italiana. Perché, dobbiamo ricordarcelo, abbiamo un sacco di capolavori nella nostra tradizione. Compreso ‘Domani è un altro giorno’. Poi c’è Fiorella Mannoia. Che è comunque tanta roba. 

Tommaso Paradiso con gli Stadio ‘L’ultima luna’  voto 6.5. Per Gaetano Curreri. Che alla sola vista regala lezioni di musica. Tommaso Paradiso a tratti urla inutilmente. Le loro due voci non si fondono, nonostante il brano sia un capolavoro e la loro interpretazione sia godibile. 

Dargen D'Amico con Pupo e Fabrizio Bosso ‘Su di noi’:  voto 6. Potrebbe essere del tutto fuori luogo o del tutto geniale. Un mix di messaggi, un mix di stili. Un mix. In cui Dargen D’Amico non canta. Ci pensa Pupo. Che però risulta poco credibile. Bella l’intenzione, meno la scelta di uno dei protagonisti. Ahi Ahi. 

Bambole di Pezza con Cristina D’Avena ‘Occhi di gatto’: voto 7. Finalmente le Bambole di Pezza. Hanno mollato gli ormeggi, sono tornate al Circolone di Legnano e hanno portato il punk rock all’Ariston. Le avrei volute così anche in gara. Certo, mi sfugge il motivo della scelta di ‘Occhi di gatto’. Ma la apprezzo a prescindere. Tutti i Millennial vi ringraziano, ragazze. Tralasciamo i Led Zeppelin. Quelli non li valuto. Non posso. La mia religione mi impone di non considerare 

Malika Ayane con Claudio Santamaria “Mi sei scoppiato dentro il cuore”: voto 5. Peccato. Dico sul serio. C’è qualcosa che non torna in questo duetto. Qualcosa che non si riesce ad amalgamare. E il risultato, ahinoi, non è quello che ci si sarebbe aspettati. Non si respira la necessaria complicità fra loro due. 

Levante con Gaia ‘I maschi’: voto 6. Che è la media fra il 7 di Levante e il 5 di Gaia. Claudia è in formissima, Gaia proprio no. Troppa esuberanza da bar. E infatti l’intonazione va a farsi un po’ benedire. Peccato, perché Levante ci sta dentro davvero da Dio.

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko - ‘Ti lascio una canzone’: voto 6. Per la scelta della canzone, visto che Ornella su questo palco mancava e manca come l’aria. Detto ciò, però devono anche capirsi tutte le parole della cover che si sceglie di cantare. E se al pubblico il testo non risulta del tutto intellegibile è un bel problemone. Ecco.

Mara Sattei con Mecna “L’ultimo bacio”: voto 4.5. Carmen, perdonali ti prego. Non è Carmen Consoli. E questo andrebbe considerato. Mecna arriva e inserisce le sue barre, come fossimo al Serale di Amici. Così come hanno fatto altri durante la serata, va detto. Così. De botto. Senza senso. Per carità, a tratti sono anche piacevoli. A tratti. Ma un capolavoro del genere non si tratta così. Perché non è una cover, è proprio un’altra canzone.

Eddie Brock con Fabrizio Moro - ‘Portami via’: voto 6.5. Ma solo per Fabrizio Moro. Perché è la cover di Fabrizio Moro che canta Fabrizio Moro. Ah sì, poi c’è Eddie Brock. Che effettivamente è discepolo per stile e impostazione di Fabrizio Moro. Peccato che urli troppo. Deve imparare a controllare la voce.

Elettra Lamborghini con Las Ketchup -  ‘Aserejé’: Voto 5. Karaoke. Nel senso che l’unico merito che hanno è di aver riportato il balletto leggendario in Italia. Carina anche la coreografia, un po’ meno il fatto che Elettra Lamborghini non vada mai a tempo nel balletto con le altre tre. Molto meglio Caterina Balivo in platea. Di cult ci resteranno il jingle ‘Elettra, Elettra Lamborghini’ - appello a chiunque voglia farlo: esigo un ‘Cristiana, Cristiana Mariani’ appena entro in un qualsiasi luogo pubblico - e il ritorno del balletto che ci ha popolato le estati. Per il resto, per me è no. 

La serata inizia con l'esibizione di Laura Pausini, che ci dà una bella sveglia: si parte con una carica di caffeina.

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