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Il mare si ‘mangia’ i lidi, l’allarme dei balneari: “Erosione della spiaggia, stagione a rischio”

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17.02.2026

Comacchio (Ferrara), 17 febbraio 2026 – Ormai l’erosione del mare che aggredisce buona parte dei lidi Comacchiesi è un problema acclarato sul quale stanno intervenendo operatori, preoccupati di poter cominciare la stagione estiva ma anche di non dover assistere alla distruzione dei propri stabilimenti balneari. Fra gli interventi anche quello del consigliere di FdI Fausto Gianella che ricorda come abbia «denunciato il problema da mesi, ma siamo rimasti inascoltati. Non è un evento improvviso, ma il risultato di criticità che erano state segnalate con largo anticipo. Non possiamo sorprenderci ora.».

Sul tema Romeo Farinella, urbanista di Unife spiega come le mareggiate di questi giorni non riguardino solo l’Italia, ma hanno colpito Francia, Spagna, Portogallo, Indonesia, California, Marocco. «Non è un episodio isolato, è la nuova normalità climatica - prosegue - il problema è che siamo in ritardo. Serve un cambio di paradigma che preveda il ridare spazio ai fiumi, de-irrigidire le coste, ricostruire le dune naturali e arretrare le strutture balneari, contrastare il cuneo salino con riallagamenti e aree forestali di infiltrazione nelle campagne, ripensare il modello turistico balneare degli anni della crescita e progettare con la natura, non contro di essa».

Secondo il docente di Unife la sabbia è una risorsa sempre più rara, il cuneo salino avanza e le mareggiate saranno più intense. «Continuare a costruire tra mare e argini significa ignorare la realtà fisica dei territori. A nord di Porto Garibaldi, si sta costruendo un ecomostro, l’Ottavo Lido, che sta crescendo tra il mare e la strada Acciaioli - continua - una strada che fa da argine verso la campagna ma che ha al proprio interno tutta l’urbanizzazione dei lidi. In caso di mareggiate sempre più forti sarà un territorio destinato ad allagarsi.

Il «rischio» va governato con pianificazione integrata tra urbanistica, paesaggio e ambiente. Dobbiamo superare la cultura dell’emergenza e - auspica - investire nella prevenzione e nella ricerca progettuale. Il vero problema non è chi controllerà le nuove rotte artiche o chi controllerà la Groenlandia - conclude Romeo Farinella - il vero problema è che il Mare Glaciale Artico, un tempo invalicabile, oggi è navigabile».


© il Resto del Carlino