Umberto, il poeta invalido rischia lo sfratto: “Non ho altro luogo dove andare” |
Umberto Polignano, 54 anni
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Castel San Pietro (Bologna), 24 marzo 2026 –
La decisione arriverà a maggio. Sarà un giudice a stabilire se Umberto Polignano, 54 anni, potrà continuare a vivere nell’appartamento di via Di Vittorio 87, a Castel San Pietro, dove risiede dal lontano 1989. Una vicenda umana complessa, che vede contrapposto un uomo fragile, con un passato da artista, alla realtà cooperativa imolese Unicoop.
Conobbe Alda Merini, frequentava i salotti della Rai e di Radio 24
Umberto, un passato da poeta che lo ha portato a pubblicare il volume ‘Canzoniere dell’amore e dell’inferno’ con la prestigiosa presentazione di Barbara Alberti, a conoscere Alda Merini e a frequentare i salotti della Rai e di Radio24, nel suo complicato percorso di vita ha alternato la passione della poesia a lavori come quello di verniciatore, operaio in un cementificio, bracciante.
Il nodo: Polignano non è socio della cooperativa
Oggi, quella stessa vita sembra presentargli il conto più amaro. Il nodo della contesa, dice Polignano, è racchiuso nello status di socio. "Sono in affitto dall’89, assegnatario ma non socio perché all’epoca ero minorenne. Quando è morta mia mamma nel 2022 non mi ha chiamato nessuno della cooperativa per farmi socio, bastava una chiamata e l’avrei fatto. Ho un’invalidità del 50% conseguenza degli anni passati ad assistere mia madre malata. Soffro di depressione, ansia, tachicardia; dieci giorni fa ho avuto un attacco di panico, sono finito in ospedale in codice blu”.
L’arrivo della raccomandata
La tensione è esplosa un mese e mezzo fa con l’arrivo di una raccomandata. “Si poteva risolvere in 5 minuti perché io mi sarei fatto socio. Pago l’affitto con l’Assegno di Inclusione (Adì), sono incensurato e non ho mai avuto problemi disciplinari nel condominio. Mi vogliono sfrattare perché non sono socio e perché pago con l’Adì e non con lo stipendio. Eppure lo statuto di Unicoop parla di mutualismo e aiuto alle persone fragili”.
Quello screzio per i lavori: non fece entrare gli operai
L’unica frizione con la proprietà, all’epoca del Covid: “Mia mamma era allettata e non feci entrare gli operai per dei lavori. Mi rimproverarono per questo, ma avrei dovuto far entrare estranei con mia madre che pesava 40 chili e rischiava la vita?”.
La replica di Unicoop: “Vicenda molto delicata”
Per Unicoop invece la situazione è molto differente. La presidente Roberta Tattini ha preferito evitare una replica punto su punto (“si tratta di una vicenda di natura civilistica privata molto delicata”), ma pur in sintesi ha rivendicato con fermezza la correttezza dell’operato della cooperativa: “Il signor Polignano sa qual è stato l’iter, ci siamo sentiti e scritti”. Secondo la presidente non ci sarebbe stata alcuna chiusura pregiudiziale: “L’iter da parte nostro è stato corretto, anzi ci tengo a sottolineare che siamo andati anche in deroga al nostro regolamento. Come sempre, diamo a tutti la possibilità di regolarizzare le proprie posizioni”.
Tattini respinge l’accusa di aver agito con freddezza: “Non abbiamo affrettato l’iter, anzi lo abbiamo fortemente rallentato rispetto ad altri casi, proprio riconoscendo la delicatezza della situazione». Ora si attende, a maggio, la decisione del giudice, ma per Polignano l’idea di lasciare via Di Vittorio significa sprofondare nell’abisso. «Non sarei nelle condizioni fisiche, psicologiche ed economiche per andare in nessun altro posto. Questa situazione mi sta portando a un aggravamento certificato della mia invalidità. C’è una mancanza totale di rispetto per la persona che trovo insopportabile e insostenibile”.
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