Due pattini per spiccare il volo. Quando lo sport va oltre le barriere |
Alessandro, 11 anni, mostra il trofeo vinto durante la Tiger Cup
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Lo sport che abbatte le barriere della diversità, la pista che si trasforma in terreno d’inclusione, le rotelle dei pattini che diventano ali per spiccare il volo. È una splendida storia di sport che va oltre la diversità quella che arriva da Castel San Pietro. Protagonista è la GS Pattinaggio, storica società castellana che da circa un anno e mezzo ha lanciato il progetto ’Anche io posso’, un corso dedicato a bambini e ragazzi diversamente abili. Sotto la guida di Barbara Calvi, Vicepresidente della società e anima dell’iniziativa, il pattinaggio è diventato uno strumento per superare limiti che sembravano insormontabili.
I protagonisti della storia sono Alessandro, 11 anni, di Castel San Pietro, e Alice, 13 anni, di Medicina. Entrambi convivono con un autismo di grado alto, ma sui pattini hanno trovato un linguaggio nuovo. Barbara, che ha seguito una formazione specifica con Uisp e Aics, nei panni di insegnante dedica loro lezioni singole due volte a settimana: "Mentre gli altri atleti si allenano con i coach, io mi metto al loro fianco. È un percorso che richiede pazienza, ma che restituisce un’energia indescrivibile", assicura senza nascondere una viva emozione che accompagna il racconto. Il culmine di questo percorso è arrivato a metà febbraio a San Giovanni in Persiceto durante la Tiger Cup, manifestazione organizzata dal presidente UISP Bologna Alessandro Atti. Il giovane undicenne Alessandro ha conquistato il riconoscimento speciale ’Spirito UISP’, una coppa che premia non solo la tecnica, ma il coraggio e la determinazione.
"È da un anno che lavoriamo intensamente con Alessandro", racconta Barbara Calvi. "Vederlo vincere quella coppa è stata un’emozione immensa. Ma la verità è che sono io a dover ringraziare lui e la sua mamma: mi stanno insegnando tantissimo. È Alessandro che insegna a me a non mollare mai e a superare ogni ostacolo. Il nostro motto è ‘Insieme noi possiamo’ e stiamo già rincorrendo la prossima sfida".
Tutto è iniziato quasi per caso, ripercorre la storia Calvi, grazie alla partecipazione della figlia di Barbara ad un campo estivo: "Mi parlò di questo bambino, Alessandro, che era venuto al Disco Roller. Ho visto in lui una scintilla per il pattinaggio e ho capito che potevamo fare di più". Oggi Barbara porta avanti questa missione come volontaria, offrendo lezioni a tariffe agevolate che coprono solo le spese vive. "Lo faccio perché mi fa stare bene. Esco da quelle lezioni ricaricata, con una soddisfazione che va ben oltre il risultato sportivo". Il messaggio della GS Pattinaggio è chiaro: le porte sono aperte a chiunque voglia provare, dai tre anni in su, perché sui pattini ogni diversità può diventare una forza.
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