Cosa prevede il decreto Primo maggio: sgravi per chi assume donne, giovani e lavoratori nella Zes / |
Gli incentivi previsti dalla bozza del decreto Lavoro 1° Maggio
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Roma, 27 aprile 2026 – Il decreto Primo Maggio è di fatto pronto e verrà approvato in questi giorni. Ha ottenuto, secondo fonti beninformate, il via libera di tutte le parti sociali, a cominciare da Cisl e Uil, salvo le riserve della Cgil. La bozza del provvedimento mette al centro la riduzione del costo del lavoro. Tre esoneri contributivi per il 2026, vincoli contro le assunzioni sostitutive e una clausola comune: gli incentivi spettano solo se la retribuzione rispetta il ‘salario giusto’ ancorato ai contratti collettivi rappresentativi.
Niente incentivi a chi licenzia
Cumulabilità e coperture
Conciliazione famiglia-lavoro e formazione
Il nodo dell’attuazione
La leva scelta non è un salario minimo fissato per legge, ma un pacchetto di incentivi condizionato alla qualità dell’assunzione e alla correttezza del trattamento economico. La bozza del decreto lavoro interviene sui rapporti subordinati privati, include anche l’apprendistato nell’ambito generale di applicazione, ma esclude dalle agevolazioni specifiche i rapporti domestici e, per alcuni bonus, gli apprendisti. L’obiettivo politico è chiaro: rendere più conveniente il lavoro stabile, soprattutto per donne, giovani e Mezzogiorno, ma senza trasformare gli sgravi in un sussidio generalizzato alle imprese.
Il contesto resta quello di un mercato del lavoro vicino ai massimi occupazionali ma con segnali di rallentamento selettivo. A febbraio 2026 l’Istat stima 24 milioni 149 mila occupati, un tasso di occupazione al 62,4%, una disoccupazione al 5,3% e una disoccupazione giovanile al 17,6%. L’Inps, nei dati sul primo semestre 2025, aveva........