Smog e blocchi molti dubbi poche certezze |
Dall’inizio dell’autunno vi sono stati continui alert per smog elevato, con relativi blocchi auto inclusi diesel euro 5. A parte il fatto che ormai nessuno rispetta i divieti, bisogna tener conto dello stato in cui si trova Bologna, ovvero martoriata dai lavori per il tram. Il traffico è paralizzato ovunque, con file interminabili di auto e bus. Finché non saranno operativi i tram sarà così e le misure sono inutili.
In realtà pochi credono all’efficacia dei blocchi temporanei anti smog, comprese le amministrazioni che devono applicarle. Secondo la corrente di pensiero di alcuni esperti i blocchi del traffico temporanei (domeniche ecologiche o gli stop emergenziali) hanno un’efficacia limitata e quindi non strutturale, nel ridurre lo smog, sebbene possano incidere positivamente su specifici inquinanti locali.
Dato per letto che i controlli sono inesistenti poiché si applica un ampio senso di (giusta) tolleranza, il problema di Bologna è che tra cantieri, viabilità modificata, regolamento di Città 30 (che sarà rivisto dopo la sentenza del Tar) si creano ovunque lunghe file di veicoli che procedono a passo d’uomo e quindi soffermandosi a lungo nel percorso inquinano di più e meglio.
Poi c’è da considerare l’alta concentrazione di traffico dove corrono parallele autostrada e tangenziale. Questo corridoio diffonde polveri sottili e smog a volontà anche sulla città perchè le particelle non rispettano la ztl e viaggiano dove pare a loro.
È difficile individuare la formula giusta per abbattere l’inquinamento nei giorni di bassa pressione. L’efficacia di qualsiasi blocco è subordinata al meteo. In assenza di vento o pioggia, gli agenti inquinanti ristagnano al suolo.
Nonostante l’introduzione di normative più severe come Euro 7 molte città italiane continuano a sforare i limiti di legge delle Pm10: nel 2025 sono state ben 13.
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