Gli antagonisti che fiutano l’impunità

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ll collettivo degli studenti universitari, Cua, giorni fa ha impedito che negli spazi dell’ateneo si tenesse un evento di confronto sul referendum Giustizia dove erano presenti i rappresentanti del sì e quelli del no. L’evento era stato promosso da Azione universitaria, cioè gli studenti di centrodestra e due di loro sono stati anche aggrediti. Una cosa del genere non deve succedere nella civile Bologna.

Succede a Bologna. Non è evidentemente un caso che proprio sotto le Due torri collettivi studenteschi, movimenti anarchici, Pro Pal, antagonisti molto spesso riescano a distinguersi per episodi di violenza. Evidentemente percepiscono di potersi muovere in un clima politico se non proprio favorevole quantomeno morbido nei loro confronti. Le istituzioni denunciano, le forze dell’ordine intervengono quando è necessario eppure gli sconsiderati di turno riescono quasi sempre ad raggiungere l’obiettivo. Anche all’università hanno ottenuto ciò che volevano: impedire che si svolgesse un evento equilibrato sul referendum Giustizia con i rappresentanti di posizioni diverse e promosso dagli studenti di centrodestra per il Sì. Questi sconsiderati hanno capito che la violenza è un metodo che porta risultati. Se il convegno verrà riproposto che faranno? Il bis?

Non ci sono scusanti, situazioni del genere non vanno tollerate soprattutto perché ci sono volti ricorrenti, i soliti noti sempre pronti a creare caos. Darla vinta a questi gruppi significa incentivarli a continuare alla prossima occasione. Scommessa: se fosse successo a parti invertite sarebbe scoppiato il finimondo. La sensazione, lo ripetiamo, è che gli antagonisti della sinistra più violenta hanno la percezione che in un modo o nell’altro a Bologna possono godere di una certa impunità, forse indiretta, ma reale. Un brutto spettacolo.

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