Furti di bici, un mercato sempre più ricco

Cari amministratori lo sapete che a Bologna rubano le biciclette e le rivendono per pochi euro? Mio marito ha fatto l’università negli anni 1988-95 e c’era già la piaga dei furti di bici. I miei figli frequentano l’ateneo e a loro hanno rubato vecchie bici pur chiuse con i lucchetti. Ne ho perso il conto, puff sparite. Chi sono i ladri? Lo so che ci sono cose più importanti però la qualità della vita dipende da tante cose.

Niente di nuovo sotto il sole. A Bologna e in altre città dell’Emilia-Romagna i furti di biciclette sono un flagello stabile. Quelle più nuove se parcheggiate da qualche parte non si salvano nemmeno se vigila San Petronio, ma anche quelle più datate sono appetibili. Le prime soprattutto, o quelle in buona salute, finiscono spesso per prendere la via dell’estero caricate su qualche container diretto per lo più in Nord Africa. Quelle più malmesse sono smistate nei mercatini dell’usato e hanno anche una richiesta interna fatta di immigrati irregolari che non hanno altro mezzo per spostarsi. Ma talvolta anche gli studenti fuori sede acquistano bici senza domandarsi se la provenienza è regolare. Il mercato delle due ruote rubate in Italia rappresenta un giro d’affari illegale stimato in oltre 100 milioni di euro all’anno e centinaia di migliaia di biciclette coinvolte. Le più costose, spesso sottratte nei garage da bande specializzate, vengono smontate e vendute a pezzi a ricettatori professionali o trasferite in altre città dove negozi compiacenti le rimettono in vendita. I siti di annunci online, le piattaforme social e i marketplace digitali sono altri canali utilizzati per la vendita clandestina. Consiglio: sporgere sempre denuncia e fornire le biciclette di segni di riconoscimento.

mail: beppe.boni@ilrestodelcarlino.it


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