Abuso di alcol. Sballo per sfida dei minorenni

Sempre più spesso si sente parlare, tra notizie ufficiali e ufficiose, di casi di minorenni che abusano di bevande alcoliche. Evidentemente qualcuno gliele vende e se non gliele cede c’è sempre qualche amico che le acquista per loro. Un bel problema. Il coma etilico è pericolosissimo e può avere conseguenze gravi. Non saprei proprio suggerire una soluzione, ma bisogna tenere la guardia alta. A cominciare dalle famiglie.

È vero le famiglie sono il primo argine contro i comportamenti alla deriva dei minorenni. Non sempre però è possibile cogliere i segnali di disagio o di eccessi messi in atto solo per comparire o per affermare in modo distorto la propria personalità. I casi di minori che si sballano al ritmo dei drink in compagnia ci sono eccome. Ne ha segnalato uno (grave) anche Giovanni Favia, titolare di un locale in centro e impegnato con un progetto civico verso le elezioni. Sabato una ragazzina di appena 14 anni che si trovava con alcuni amici a far baldoria è stata trasportata in ambulanza all’ospedale per un coma etilico. Un copione che si ripete spesso soprattutto a fine settimana. Favia denuncia anche una circostanza non nuova, ma problematica: i ragazzi, maggiorenni compresi, acquistano bevande alcoliche nei negozi etnici aggirando così i divieti dei locali. Se questo è vero, qualche controllo in più non guasta. Secondo gli psicologi e stando a un rapporto del Ministero della sanità gli adolescenti bevono in eccesso spesso per modalità di gioco, di sfide e challenge alcoliche. Tra le quasi 9 milioni di persone a rischio di dipendenza da alcol, 800 mila sono minorenni, con un aumento significativo negli ultimi anni e un primato negativo per le ragazze tra i 14 e i 17 anni, che ‘superano’ i coetanei maschi. Il tema non va sottovalutato da famiglie e istituzioni. Cantiere aperto, avanti con i lavori.

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