Il caso degli ufficiali giudiziari: lo sfratto è stato eseguito, mamma in un b&b con i suoi 2 figli minori |
I carabinieri di Tavullia, ieri, davanti al citofono della 40enne. Sotto, l’ufficio Nep
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Pesaro, 8 aprile 2026 – Sfratto eseguito. Ieri la quarantenne di origine straniera e i suoi due figli minorenni hanno lasciato l’appartamento al secondo piano di un piccolo condominio di Tavullia dove abitavano da alcuni anni. Per loro una giornata dura, di quelle che lasciano il segno, un fatto da dimenticare, anche se si sa che non sarà così facile, che rappresenta l’atto finale di una procedura di sfratto diventata esecutiva quasi un anno fa e finora mai andata a buon fine perchè rimandata più volte. Una prassi, finita nel mirino di un’inchiesta della Procura di Pesaro, che ha portato nei giorni scorsi all’arresto degli ufficiali giudiziari Gennaro Franchini e Amedeo Trotta, accusati di aver chiesto favori sessuali in cambio del rinvio degli sfratti. A far emergere il caso l’avvocato delle due proprietarie dell’appartamento, Ettore Fabiani che, a fronte dei ripetuti rinvii avvenuti nel corso dell’anno, ha deciso di presentare un esposto, in seguito al quale è scattata l’inchiesta. Ieri mattina, l’ultimo atto.
Due ufficiali giudiziari arrestati, bloccavano da mesi lo sfratto. E spunta una relazione sentimentale segreta con l’inquilina
L’appartamento è stato lasciato dalla donna e dalle figlie, alla presenza dell’ufficiale giudiziario, dei Carabinieri e dei legali di entrambe le parti, senza tensioni evidenti. Un sentore che l’avvocato delle proprietarie dell’immobile aveva già fatto trapelare prima dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario e delle forze dell’ordine. “Ritengo che siamo vicini alla soluzione – ha sostenuto l’avvocato Ettore Fabiani - . E’ una situazione pesante per tutti, anche per le mie clienti che sono estrememente dispiaciute per quanto è accaduto, in particolare per la presenza di minori”.
Sesso per rinviare gli sfratti, le pretese degli ufficiali giudiziari
Nel giro di mezz’ora dall’arrivo degli avvocati di ciascuna delle parti, dell’ufficiale giudiziario e dei Carabinieri, la donna è scesa dall’appartamento al secondo piano seguita dai figli, portando con sé un paio di borse e di valige. Ad aspettare nel piazzale all’esterno dell’edificio, due giovani donne, probabilmente sue amiche, che hanno aiutato la famiglia a caricare tutti gli effetti personali su una piccola utilitaria. Da lì il trasferimento del nucleo familiare in un bed & breakfast di Tavullia, trovato dal Comune per far fronte alla situazione di emergenza abitativa in cui versano la donna e i minori.
“Si tratta di una struttura che abbiamo già utilizzato in precedenza per casi analoghi. E’ un luogo accogliente, siamo certi che la famiglia si troverà bene – sostiene la vicesindaca e assessora ai Servizi sociali di Tavullia, Laura Macchini - . Comunque che siamo di fronte a una sistemazione provvisoria, in attesa di una soluzione che stiamo ancora cercando. Al momento però non ci sono appartamenti liberi nel territorio che possano essere messi a disposizione per questo caso – prosegue - . Il nostro impegno è comunque aiutare la famiglia a trovare una sistemazione definitiva. Non abbiamo mai lasciato nessuno per strada e non la faremo neanche ora”.
Ancora una volta il problema dell’emergenza abitativa mette in contrapposizione i legittimi diritti dei proprietari a rientrare in possesso della loro abitazione, con le difficoltà delle famiglie economicamente più fragili a trovare una sistemazione a fronte di contratti di affitto sempre più cari e sempre più introvabili. Nel mezzo, il fondamentale ruolo dei Comuni soprattutto riguardo alla pianificazione urbanistica e la programmazione in tema di edilizia sociale. “Attualmente abbiamo una ventina di famiglie in lista d’attesa – sostiene la vicesindaca - . Non pare però da quanto riferito dai Servizi sociali che possano verificarsi altri episodi analoghi a breve, almeno per quanto riguarda la presenza di minori. Del resto, quello della mancanza di case per i più fragili è un problema serio, che i Sindaci stanno gridando da anni”.
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